Milano è la capitale della sharing economy, si scrive spesso. Ed è un'affermazione corroborata dai numeri, almeno per quanto riguarda il car sharing: secondo i dati dell'Osservatorio nazionale sharing mobility e dell'Amat (Agenzia mobilità, ambiente e territorio) relativi al 2017, nel capoluogo lombardo circolavano oltre 3.200 veicoli utilizzate da 639mila persone iscritte al servizio. Ma al di là del successo, il rapporto tra Milano e i servizi di car, bike e scooter sharing è costellato anche di fallimenti. L'ultima defezione, temporanea a quanto pare, tra gli operatori che offrono un servizio in sharing è quella di Share'n'go. Ieri la società ha annunciato la decisione di sospendere temporaneamente i noleggi delle sue caratteristiche auto gialle, completamente elettriche, a causa tra l'altro "dell'alto numero di sinistri e di atti vandalici sulle nostre auto" che li vedrà "costretti ad installare delle black box, dispositivi in grado di tutelare i nostri clienti e la nostra società da questi gravi problemi". Qualche giorno fa, a testimonianza della gravità del problema, aveva pubblicato la foto di un ragazzino che si era fatto immortalare su un'auto gialla completamente distrutta e aveva poi pubblicato la foto sui social: "Ogni giorno dobbiamo togliere dalla flotta macchine distrutte con ogni mezzo e modo, a volte anche lordate di escrementi nelle parti interne ed esterne", aveva spiegato la società.

Prima delle Share'n'go ad essere vandalizzate sono state le bici free floating

Anche se Share'n'go ha spiegato che la sospensione del servizio sarà temporanea, e ha assicurato che le auto gialle torneranno operative in primavera, quanto accaduto è comunque indicativo del fatto che anche a Milano, capitale della sharing economy, si debbano fare ancora passi da gigante sul tema della cura dei "beni comuni" e della condivisione. Poco prima di Share'n'go era toccato infatti alle biciclette del free floating Ofo e Mobike essere prese di mira dai vandali. Ancora adesso biciclette gialle e grigio-arancioni vengono ripescate dai Navigli – un'associazione, gli Angeli dei Navigli, si dedica meritoriamente a quest'operazione di pulizia – o abbandonate distrutte in diverse parti della città.

Non sempre il servizio funziona: i casi Twist e scooter Enjoy

Gli atti vandalici non sono comunque i soli "nemici" dello sharing a Milano. In alcuni casi, il servizio non è decollato per errori da parte delle società che lo offrivano o perché, banalmente, i veicoli messi a disposizione non venivano utilizzati con un'elevata frequenza. Era toccato a luglio 2017 al servizio di scooter sharing Enjoy dell'Eni, interrotto per i pochi noleggi (ma qualcuno aveva anche messo sotto accusa gli scooter utilizzati, i Piaggio Mp3, troppo pesanti e difficili da usare per i non esperti). È toccato anche a Twist, società che noleggiava le caratteristiche Volkswagen Up! di colore azzurro, che aveva annunciato l'interruzione del servizio nel novembre 2015 a causa di problemi finanziari. Prima della sospensione temporanea delle auto gialle di Share'n'go, anche le bici gialle di Ofo avevano dovuto alzare bandiera bianca: non per i vandalismi (che certo non hanno aiutato), ma perché la società cinese non rispettava più i termini di contratto col Comune, che ha interrotto il servizio.

Il futuro della mobilità sembra comunque essere la condivisione

Al di là di questi "incidenti di percorso", la sharing economy resta una delle principali strade per rispondere, all'insegna della sostenibilità, al grande problema della mobilità nei centri urbani. E lo dimostrano non solo la progressiva e costante crescita di veicoli e utenti (per il car sharing, nel 2013 erano disponibili appena 993 mezzi per poco più di 40mila utenti,), ma anche l'arrivo di sempre nuovi operatori (l'ultimo è Acciona, sesto player per quanto riguarda gli scooter in sharing) e l'offerta in condivisione anche di mezzi innovativi come i monopattini elettrici (anche se con le difficoltà del caso, dovute alle nuove regole).