A un anno di distanza dal disastro ferroviario di Pioltello, alle porte di Milano, il dolore per alcuni famigliari delle tre vittime è ancora troppo grande. E così non tutti saranno alla manifestazione indetta alle 6.57 (orario del deragliamento del treno regionale Trenord 10452) del prossimo 25 gennaio. Laura, la mamma di Alessandra Giuseppina Pirri, a Fanpage ha spiegato che non parteciperà alla commemorazione ufficiale: "Quel giorno ero lì alla stazione di Pioltello, mia figlia mi aveva chiamato quando il treno stava uscendo dai binari, è stata una giornata infernale e non voglio riviverla". Poche parole che racchiudono il dolore, ancora enorme, per la perdita di una figlia che, come tanti altri pendolari, all'alba del 25 gennaio del 2018 aveva preso un treno per andare al lavoro. Un gesto quotidiano che si è trasformato in una tragedia costata la vita a tre donne – oltre a Giuseppina Pirri sono morte Ida Maddalena Milanesi e Pierangela Tadini – e il ferimento di decine di persone, quattro in maniera grave.

A che punto sono le indagini

Un anno dopo quel disastro i famigliari delle vittime e i feriti attendono ancora che sia fatta giustizia. Le indagini, coordinate dalla procuratrice aggiunta Tiziana Siciliano, non sono semplici e l'inchiesta per disastro ferroviario e omicidio colposo è ancora aperta. Otto gli indagati: si tratta di sei tra manager e tecnici di Rete ferroviaria italiana (Rfi, gestore dei binari) e di due manager di Trenord (azienda partecipata da Regione Lombardia e Fs che gestisce il trasporto ferroviario regionale), oltre alle due società. Gli accertamenti effettuati sulla tratta in cui il terzo vagone del treno regionale Cremona – Milano Porta Garibaldi è deragliata hanno accertato le cattive condizioni di un giunto nel cosiddetto "punto zero": un supporto di fortuna sosteneva il giunto che sarebbe saltato al passaggio del treno facendo staccare un pezzo di rotaia lungo 23 centimetri. Ma nel mirino degli inquirenti ci sono le cattive condizioni di un tratto più ampio dei binari, circa tre chilometri di rotaie usurate e sottoposte a scarsa manutenzione.

La commemorazione organizzata dai comitati dei pendolari

Per ricordare quanto avvenuto, ma soprattutto per capire cosa sia cambiato dal 25 gennaio del 2018 in termini di sicurezza, i comitati dei pendolari lombardi, in primis quello dei pendolari cremaschi, hanno organizzato una cerimonia ufficiale. Saliranno sul regionale 10452 Cremona-Porta Garibaldi delle 5.32, come il 25 gennaio di un anno fa, assieme ai sindaci della zona. Alle 6.50 scenderanno alla stazione di Pioltello, quella in cui un anno fa il treno arrivò fuori dai binari, accartocciandosi su se stesso. A Pioltello si terrà la cerimonia "fisica": ma il ricordo di quanto avvenuto un anno fa potrà rivivere anche sui social, attraverso un badge grafico creato per l'occasione e che tutti i pendolari potranno stampare, condividere sui social ed esporre a bordo dei treni che prenderanno. Due gli hashtag: #InTrenoConNoi e #MaiPiù. "È un sostegno importante, perché tutti i pendolari in Lombardia da anni vivono una condizione non dignitosa, è una richiesta forte ancora una volta alla Regione Lombardia, a Trenord, a RFI per chiedere di mettere al centro la sicurezza e la qualità del viaggio di tutti coloro che usano il treno – spiegano dal comitato dei pendolari bergamaschi "Quelli del treno" – Un modo per superare una tragedia così grande è commemorare la memoria delle vittime mettendo finalmente il trasporto pubblico al centro della mobilità in Lombardia. L’impegno dei comitati pendolari e dei sindaci è una richiesta che non può più essere ignorata dalla politica dalle aziende di trasporto ferroviario".