Salgono a otto gli indagati nell'inchiesta sul deragliamento del treno regionale a Pioltello, alle porte di Milano, che ha causato la morte di tre donne e 46 feriti, alcuni gravi. Oltre agli amministratori delegati di Rete ferroviaria italiana – gestore dell'infrastruttura – e Trenord, Maurizio Gentile e Cinzia Farisè e ai due manager delle società Umberto Lebruto (direttore di produzione Rfi) e Alberto Minoia (direttore operativo di Trenord), sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla procura milanese anche altri quattro dirigenti del settore manutenzione di Rfi: si tratta di Vincenzo Macello, Marco Albanesi, Andrea Guerini ed Ernesto Salvatore. Ai loro nomi si aggiungono quelli delle due società, indagate in base alla legge sulla responsabilità amministrativa degli enti.

Oltre 100 passeggeri hanno risposto all'appello dei magistrati

Intanto, mentre l'inchiesta per disastro ferroviario colposo si appresta a entrare nel vivo con gli accertamenti irripetibili e le autopsie – motivo per cui sono stati emessi gli avvisi di garanzia, che potranno tutelare anche gli indagati in vista delle consulenze – oltre 100 persone hanno risposto all'appello diffuso ieri dai pubblici ministeri che indagano sull'incidente ferroviario, Leonardo Lesti e Maura Ripamonti, coordinati dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano. Nell'appello, un volantino affisso sui muri di tutte le stazione da Cremona a Treviglio, si chiedeva ai passeggeri del treno deragliato lo scorso 25 gennaio – il regionale 10452 partito da Cremona e diretto a Milano Porta Garibaldi – di farsi avanti per fornire informazioni utili alle indagini. Chi ha risposto all'appello verrà contattato nei prossimi giorni: a loro, intanto, sono arrivati i ringraziamenti dei magistrati per la disponibilità.