Come preannunciato già negli scorsi giorni, ci sono i primi indagati per il grave incidente ferroviario avvenuto a Pioltello, alle porte di Milano, lo scorso giovedì 25 gennaio. Si tratta di quattro persone che sono state iscritte nel registro degli indagati dalla procura di Milano, titolare dell'inchiesta con le ipotesi di reato di disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose. Tra gli indagati figurano i due amministratori delegati di Rfi e Trenord, rispettivamente Maurizio Gentile e Cinzia Farisè e due dirigenti delle stesse aziende, il direttore di produzione di Rfi Umberto Lebruto e il direttore operativo di Trenord, Alberto Minoia. Trenord, partecipata da Regione Lombardia, è la proprietaria del treno regionale deragliato, mentre Rfi – partecipata interamente dalle Ferrovie dello Stato – gestisce le infrastrutture, i binari, su cui è avvenuta la tragedia. Titolari del fascicolo sono i pubblici ministeri Leonardo Lesti e Maura Ripamonti, coordinati dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano. L'iscrizione è un atto dovuto per consentire ai quattro indagati di partecipare, tramite esperti da loro nominati, alla super consulenza e alle autopsie sulle salme delle tre vittime dell'incidente, che saranno effettuate in settimana. Nel grave incidente ferroviario avvenuto a Pioltello, oltre alle tre vittime,  tutte donne, 46 persone sono rimaste ferite.

Treno deragliato a Pioltello, l'ipotesi del cedimento strutturale

Secondo quanto ricostruito finora, il treno regionale 10452 deragliato nei pressi della stazione di Pioltello sarebbe uscito dai binari circa 2,3 chilometri prima dal luogo dell'incidente vero e proprio, che si è verificato quando la terza carrozza del convoglio, quella che è uscita dai binari, si è scontrata contro alcuni pali dell'alimentazione elettrica mettendosi di traverso rispetto al resto del treno e accartocciandosi su se stessa. Nel cosiddetto "punto zero" del deragliamento è stato riscontrato un cedimento strutturale: dalle rotaie mancava un pezzo di binario lungo circa 20 centimetri. L'inchiesta dovrà cercare di capire se il pezzo di binario mancante – e dunque un problema di manutenzione – possa aver causato da solo la tragedia, o se vi possano essere state altre concause, ad esempio nel carrello del vagone che è deragliato. A perdere la vita nell'incidente sono state Ida Maddalena Milanesi, Pierangela Tadini e Giuseppina Pirri: tutte pendolari che, come gli altri passeggeri, si stavano recando a lavoro o a scuola.

La linea interessata dall'incidente riaprirà il prima possibile

Intanto la linea interessata dall'incidente, sulla quale viaggiano anche i Freccia Rossa, sarà riaperta al traffico appena possibile, forse già domani, se il quadro probatorio rimarrà immutato. Sulla tratta e su altre direttrici della Lombardia sia oggi sia domani sono ancora pesanti i ritardi: Trenord ha messo a punto un piano straordinario per limitare i disagi di tutti i pendolari, anche attraverso l'istituzione di un servizio con autobus sostitutivi.