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Lombardia, 43 arresti tra politici e imprenditori

Tangenti, l’accusa dei pm: “Tatarella corrotto con biglietti per Coldplay e finale di Champions”

Tre biglietti in omaggio per il concerto dei Coldplay a San Siro nel 2017, per un valore di circa novecento euro, ma anche i ticket per la finale di Champions dello stesso anno tra Juventus e Real Madrid. Sono tra le presunti tangenti l’ex consigliere comunale di Forza Italia, Pietro Tatarella, avrebbe ricevuto dall’imprenditore Daniele D’Alfonso, secondo la ricostruzione dei pubblici ministeri milanesi che indagano sul giro di corruzione e appalti truccati in Lombardia che ha portato all’arresto di 43 persone nel mese di maggio.
A cura di Redazione Milano
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Ci sono anche tre biglietti in omaggio per il concerto dei Coldplay a San Siro nel 2017, per un valore di circa novecento euro, tra le presunti tangenti che l'ex consigliere comunale di Forza Italia, Pietro Tatarella, avrebbe ricevuto dall'imprenditore Daniele D'Alfonso. È questa la ricostruzione dei pubblici ministeri milanesi che indagano sul giro di corruzione e appalti truccati che ha portato in carcere 43 persone lo scorso maggio in un'operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano.

Tangenti in Lombardia, al forzista Tatarella anche biglietti per Coldplay e finale di Champions

Tre i "regali" ricevuto da Tatarella, che dopo quasi quattro mesi in carcere alla fine di agosto è tornato a casa, agli arresti domiciliari, ci sarebbero anche i biglietti per la finale di Champions League Juve-Real Madrid dello stesso anno a Cardiff e altri ticket per un valore di 2800 euro. Omaggi che per gli inquirenti equivalgono a tangenti e che si sommano ai soldi ricevuti per consulenze fittizie e al pagamento delle spese elettorali già contestate dai pm all'ex vicecoordinatore regionale di Forza Italia.

Notificata la chiusura delle indagini a 71 persone

La Procura di Milano ha notificato a 71 indagati l'avviso di conclusione delle indagini, tra cui il deputato Fi Diego Sozzani. Un caso a parte è rappresentato dal il presunto "burattinaio" Gioacchino Caianiello che sta collaborando con gli inquirenti ed è da pochi giorni ai domiciliari, dopo aver sostenuto diversi interrogatori. Dal provvedimento di chiusura delle indagini è escluso anche il governatore lombardo Attilio Fontana, indagato per abuso d'ufficio in un filone autonomo.

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