Pietro Tatarella e Fabio Altitonante
in foto: Pietro Tatarella e Fabio Altitonante

"La mia generazione può fare tanto e sono pronto a dimostrarlo". Giovane eppure da anni protagonista della vita politica milanese, come consigliere di zona prima e a Palazzo Marino poi, Pietro Tatarella, classe 1983, – tra i politici arrestati martedì a Milano per associazione a delinquere – scriveva così nella sua pagina di presentazione sul sito del consiglio comunale. Considerato una promessa della nuova generazione di Forza Italia, quella che chiede con forza il rinnovamento e il ricambio nel partito, Tatarella è tra i candidati azzurri alle elezioni europee. Dopo essere stato per cinque anni consigliere di zona 7, nel 2011 è arrivato in consiglio comunale e si è fatto notare per i duri interventi contro la giunta di Giuliano Pisapia. Nel presentarsi agli elettori, spiegava di provenire da "una famiglia semplice: papà falegname e mamma casalinga che mi hanno insegnato rispetto, onestà e umiltà, tutti i valori di cui vado fiero e sui quali ho pesato ogni singola decisione presa nella mia vita. Sono cresciuto a Baggio quartiere periferico dove la vicinanza della gente e clima familiare non mancano mai".

La carriera politica di Fabio Altitonante

Protagonista della vita politica regionale è anche Fabio Altitonante, 44 anni, a sua volta arrestato nell'ambito nell'indagine della Direzione distrettuale antimafia di Milano. Sottosegretario con delega alla Rigenerazione e Sviluppo area Expo nella giunta di Attilio Fontana in quota Forza Italia, Altitonante ha una lunga esperienza da amministratore. Dopo essere stato consigliere comunale a Milano, è passato alla Provincia come assessore al Territorio, Infrastrutture, Casa e Acqua pubblica . Nel 2013 lo sbarco al Pirellone come consigliere regionale di Forza Italia e componente delle Commissioni Territorio e Infrastrutture, Sanità e Politiche sociale e Ambiente e protezione civile. Sono anni in cui Altitonante ricopre incarichi delicati, come quello nel consiglio di sorveglianza della partecipata Infrastrutture Lombarde, e si occupa di dossier impegnativi come quello sulla gestione delle case popolari e la riforma della sanità regionale. Nel 2015 Berlusconi lo sceglie come coordinatore milanese del partito, e tre anni più tardi il governatore leghista Fontana lo premia con la delicata delega che tocca il futuro dell'area di Expo.