Il sindaco di Legnano, Gianbattista Fratus (Facebook)
in foto: Il sindaco di Legnano, Gianbattista Fratus (Facebook)

I finanzieri del comando provinciale di Milano hanno arrestato tre persone, tra cui il sindaco di Legnano, Gianbattista Fratus, della Lega, il vicesindaco e assessore al bilancio Maurizio Cozzi (Forza Italia) e l'assessore alle opere pubbliche Chiara Lazzarini, indagati a vario titolo per turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e corruzione elettorale, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Busto Arsizio. Nell'ambito dell'operazione , denominata "Piazza pulita" finanzieri stanno eseguendo una serie di perquisizioni. Per il sindaco e l'assessore Lazzarini sono scattati gli arresti domiciliari, mentre il vicesindaco Cozzi è in carcere.

L'amministrazione comunale di Legnano da mesi nel caos

L'arresto del primo cittadino è l'ultimo passo di una crisi che l'amministrazione comunale di Legnano viveva da mesi. Lo scorso 29 marzo la giunta era caduta dopo essere stata fiduciata dai consiglieri dell'opposizione e da due "dissidenti", il presidente uscente del Consiglio comunale Antonio Guarnieri e l'ex consigliera Federica Farina, moglie di Guarnieri. Le elezioni amministrative del 2017 avevano portato al governo della città Gianbattista Fratus, già assessore provinciale, consigliere metropolitano e comunale. Fin dalla nascita la nuova giunta era stata divisa a causa di discussioni interne tra Forza Italia e Lega incentrate sulla nomina di Chiara Lazzarini, già presidente della società partecipata Amga e coinvolta in vicende giudiziarie, inizialmente esclusa Nel febbraio 2019 avevano lasciato due assessori: Laura Venturini, assessore alle opere pubbliche (lasciando il posto proprio a Chiara Lazzarini) e Franco Colombo, assessore alla cultura che ha poi fatto dichiarazioni polemiche contro il sindaco.

Nuova tegola per il centrodestra in Lombardia dopo gli arresti in Regione

Il nuovo caso giudiziario colpisce il centrodestra lombardo a distanza di dieci giorni dall'operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano che ha portato a 43 arresti tra imprenditori e politici lombardi, accusati a vario titolo di associazione per delinquere aggravata dall'aver favorito un'associazione di tipo mafioso, corruzione e turbata libertà degli incanti, finalizzati alla spartizione e all'aggiudicazione di appalti pubblici. Tra gli esponenti politici finiti in manette ci sono l'ex consigliere comunale di Milano Pietro Tatarella e l'ex sottosegretario regionale Fabio Altitonante, entrambi di Forza Italia. Chiesto l'arresto anche per il deputato Diego Sozzani. Un filone dell'inchiesta vede indagato il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, per abuso d'ufficio in relazione alla nomina dell'ex socio di studio Luca Marsico per una consulenza in Regione. Le indagini negli ultimi giorni si sono allargate, coinvolgendo anche il presidente di Confindustria Lombardia, Marco Bonometti, e l'eurodeputata forzista Lara Comi.