Pietro Tatarella, consigliere comunale di Milano arrestato ieri nell'ambito della vasta inchiesta della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo lombardo, ha annunciato l'intenzione di dimettersi dal Consiglio comunale, pur proclamando la sua innocenza. Lo ha riferito, secondo quanto riportano diverse agenzie di stampa, il legale dell'esponente politico di Forza Italia, che si era anche candidato alle prossime elezioni Europee del 26 maggio. Tatarella, 35 anni, è uno dei nomi "eccellenti" finiti nelle maglie dei magistrati della Dda milanese nell'ambito dell'inchiesta denominata "mensa dei poveri": un intreccio tra politica, imprenditoria e anche criminalità organizzata (a uno degli indagati è contestata l'aggravante di aver favorito i membri di una nota famiglia di ‘ndrangheta) che vede complessivamente 95 indagati.

Tatarella è accusato di associazione a delinquere

Tatarella, che è una delle 12 persone coinvolte nell'inchiesta finite in carcere, deve rispondere della pesante accusa di associazione a delinquere: secondo gli inquirenti era a libro paga di uno degli imprenditori al centro dell'inchiesta, Daniele D'Alfonso (l'unico a cui è stata contestata l'aggravante mafiosa) per cinquemila euro al mese, e in cambio avrebbe asservito la sua funzione e il suo ruolo pubblico agli interessi privati dell'imprenditore. Nelle carte dell'ordinanza sono emersi anche i tentativi di Tatarella di "entrare" nel business del post Expo: "Dove c'era Expo infatti stiamo cercando di capire se riusciamo ad entrarci un po' pure noi", dice in una conversazione intercettata. Secondo il giudice per le indagini preliminari Raffaella Mascarino, nella vicenda emerge il tentativo di Tatarella di avvalersi “della sua funzione pubblica e delle relazioni esistenti con altri pubblici ufficiali per incamerare lavori con altre imprese" offrendosi come intermediario. Tatarella era entrato a Palazzo Marino nel 2011, facendosi notare per i duri interventi dai banchi dell'opposizione alla giunta guidata allora dal sindaco Giuliano Pisapia. È stato rieletto nel 2016: adesso la decisione di dimettersi dopo la bufera che lo ha travolto.