Niccolò Bettarini, il figlio di Simona Ventura e Stefano Bettarini, è pronto a chiedere i danni ai suoi quattro aggressori, in carcere da inizio luglio. Il 19enne, che all'alba di domenica 1 luglio era stato accoltellato vicino a un chiosco di panini all'esterno della nota discoteca Old Fashion a Milano, si costituirà infatti parte civile nel processo a carico degli imputati accusati di tentato omicidio aggravato nei suoi confronti. A comunicarlo è stato l'avvocato del ragazzo, Alessandra Calabrò. Ieri il giudice per le indagini preliminari di Milano Stefani Pepe aveva disposto il processo con giudizio immediato (senza udienza preliminare) per i quattro ragazzi – due italiani e due albanesi – che secondo l'accusa avrebbero cercato di ucciderlo dopo averlo riconosciuto. La prima udienza è fissata il 13 novembre a Milano, ma la data potrebbe cambiare: se gli imputati dovessero optare per il processo col rito abbreviato (che prevede le porte chiuse e uno sconto di un terzo dell'eventuale pena) sarà un giudice per l'udienza preliminare a dover fissare la nuova data di inizio del processo.

In ogni caso, come rivelato dal legale di Bettarini, il ragazzo è pronto a chiedere un risarcimento danni ai suoi aggressori. Oltre alle quattro persone in carcere, a partecipare alla brutale aggressione, che solo per l'intervento di un amico di Bettarini non è finito in tragedia, sarebbero state altre sei persone, al momento indagate. Bettarini, che aveva trascorso la serata con amici all'interno del noto locale milanese (poi chiuso per alcuni giorni dalla questura nonostante l'accoltellamento sia avvenuto all'esterno), una volta uscito era stato circondato dal branco, che lo aveva colpito con calci e pugni. Una delle persone facenti parte del branco aveva poi inferto 11 coltellate al ragazzo, ferendolo in diverse parti del corpo. Bettarini è stato successivamente operato al braccio: i medici gli hanno ricostruito un nervo lesionato. Dopo essere stato dimesso dall'ospedale, negli scorsi giorni il ragazzo, molto scosso per l'accaduto, ha mostrato i segni delle cicatrici sul suo corpo: "Sono un ragazzo fortunato e mai come ora sento veramente di esserlo – aveva detto Bettarini junior una volta uscito dall'ospedale – Da questa esperienza esco più forte di prima, con la consapevolezza di aver rischiato tanto".