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Non ci saranno solo le forze dell'ordine a contrastare l'attività di spaccio in quello che è tristemente noto come il "boschetto della droga" di Rogoredo, alla periferia di Milano. Anche gli alpini interverranno nell'area boschiva che si trova in via Sant'Arialdo. Lo ha comunicato l'assessore all'Urbanistica di Milano Pierfrancesco Maran che un paio di giorni fa si è già incontrato proprio al boschetto con i rappresentanti dell'Associazione alpini e quelli di "Italia nostra", associazione già impegnata (non senza difficoltà) nel recupero del parco. Il presidio costante degli alpini partirà tra febbraio e marzo: si occuperanno di una porzione del boschetto che cureranno piantando alberi e realizzando dei lavori. Sono stati gli stessi alpini a chiedere al Comune come potevano rendersi utili: una sorta di ringraziamento dal momento che Milano ospiterà dal 10 al 12 maggio la 92esima Adunata nazionale del Corpo.

Da Palazzo Marino hanno subito "dirottato" l'offerta di aiuto giunta dagli alpini verso il "boschetto della droga", una delle piazze di spaccio all'aperto più grandi della Lombardia: "Che a Rogoredo ci sia tanto da fare è indubbio – ha scritto l'assessore Maran su Facebook – 16 mesi fa è stata avviata l'azione di Italia Nostra (associazione che riceve da Palazzo marino 200mila euro all'anno per i suoi interventi di recupero), l'area di spaccio in questi mesi si è ridotta da oltre 30 ettari a 5/6. Da dicembre – ha concluso Maran – si è intensificata l'azione delle forze dell'ordine ma dobbiamo gestire anche il fatto che la forte attenzione mediatica sta attirando e incuriosendo molti ragazzini, che sono purtroppo in costante aumento".

A fine gennaio al via un presidio della Croce rossa

Proprio negli scorsi giorni si è verificata l'ultima violenta aggressione nell'area: un 22enne è stato trovato per terra in via Sant'Arialdo, con una profonda ferita alla gola. Il responsabile del ferimento è un ragazzo di 24 anni, fermato dalla polizia: stando alla sua versione avrebbe colpito il 22enne, forse una "sentinella" degli spacciatori, perché spaventato dal suo atteggiamento. L'attività di "bonifica" dell'area del boschetto non passa però solo dalle forze dell'ordine e dall'aspetto legato alla repressione. Lo sanno bene i residenti del quartiere Santa Giulia, che ieri hanno incontrato l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera (che lo scorso anno aveva effettuato un sopralluogo nell'area) e l'assessore milanese alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino. Nell'incontro, giudicato proficuo, sono state definite alcune misure per contrastare quella che viene definita una "emergenza socio – sanitaria": tra queste un presidio della Croce rossa che sarà attivo dalla fine di gennaio, sette giorni su sette, e servirà per intercettare i tossicodipendenti e indirizzarli verso le strutture di cura pubbliche (i SerT) e comunità. Oltre al presidio, altri operatori specializzati nel trattamento della tossicodipendenza potrebbero essere presto dislocati nella stazione di Rogoredo e direttamente sui treni della metro e di Trenord.