Il sindaco di Comerio Silvio Aimetti con Forson (Facebook)
in foto: Il sindaco di Comerio Silvio Aimetti con Forson (Facebook)

Sfortunato quel Paese che ha bisogno di eroi, diceva Bertold Brecht. E sventurato anche quel Paese dove fatti normali che non dovrebbero far notizia lo diventano. È quanto è accaduto a Comerio, piccolo comune del Varesotto amministrato dal sindaco Silvio Aimetti (eletto per una lista civica di centrosinistra). Il primo cittadino in un post su Facebook – che ha ottenuto vasta eco ed è stato ripreso anche da testate giornalistiche – ha spiegato di aver affittato una sua casa a Forson, un ragazzo africano che dopo essere arrivato in Italia come richiedente asilo ha ottenuto la protezione umanitaria. Non si tratta di accoglienza gratuita, come precisato dallo stesso sindaco: Forson paga l'affitto, ha tutti i documenti in regola e un regolare lavoro. Perché, allora, il primo cittadino ha sentito la necessità di raccontare questa storia, che dovrebbe essere la normalità in un Paese che si professa civile? È stato lui stesso a spiegarlo: "Non è buonismo (ci guadagno) e non mi fa impazzire scrivere questo post, però in un Paese in cui certa gente non affitta le proprie case motivando il fatto con l'essere razzista salviniana e scagliandosi contro meridionali, stranieri etc. credo occorra ribadire che le cose non funzionano così".

Il caso della scorsa settimana: niente affitto ai meridionali

Il riferimento di Aimetti è a quanto accaduto la scorsa settimana a Robecchetto con Induno, in provincia di Milano: una donna ha negato l'affitto a una ragazza per via delle sue origini pugliesi, foggiane nello specifico. In alcuni messaggi inviati dalla proprietaria alla ragazza la donna si è lanciata in insulti pesantissimi, definendosi orgogliosamente razzista e salviniana (anche se il leader della Lega l'ha definita "una cretina"): "Per me i meridionali, i neri e i rom sono tutti la stessa cosa", ha detto nel suo delirio razzista la proprietaria di casa, che solo in seguito all'enorme clamore mediatico suscitato dal caso si è scusata per quanto detto.

Nel luglio 2015 il sindaco di Comerio aveva accolto i profughi a casa sua

Proprio la viralità di quell'episodio (che in sé è positiva, perché dimostra come la maggior parte della gente evidentemente lo percepisca come eccezionale, in negativo) ha spinto il sindaco Aimetti a voler in qualche modo controbilanciare la vicenda raccontando anche l'altra faccia dell'Italia: "Il nostro Paese ha un estremo bisogno di un flusso regolato di brave ed oneste Persone che possano contribuire alla crescita civile e sociale di un'Italia che sta invecchiando sia dal punto di vista demografico che valoriale", ha spiegato Aimetti. Il sindaco, evidentemente riluttante, ha deciso comunque di rendere nota la sua decisione. Non è sicuramente un modo per "farsi pubblicità", dal momento che già in passato aveva avuto modo di far capire chiaramente quale fosse il suo atteggiamento sulle questioni dell'immigrazione e dell'accoglienza: nel luglio del 2015 aveva infatti ospitato dei profughi all'interno di un appartamento di sua proprietà.