"Le scuse della signora Patrizia? Le consideriamo scuse di circostanza e non del tutto sincere, visto che sono arrivate solo dopo una giornata di assedio mediatico. Ma le accettiamo perché vogliamo mettere un punto a questa storia e andare avanti". Laura e Deborah sono reduci da giornate intense. Non si aspettavano di finire catapultate al centro di un caso mediatico dopo la denuncia della discriminazione subita a Milano da parte di una signora che ha negato l'affitto di un appartamento con l'incredibile motivazione che "i meridionali sono meridionali" e "per me le persone del Sud, i neri e i rom sono tutti uguali".

Parole pesantissime che Deborah Prencipe, originaria di Foggia, si è sentita rivolgere da una proprietaria di casa che le ha detto di essere "una razzista al cento per cento" e "sostenitrice di Salvini". La donna dopo il polverone sollevato dalla denuncia si è scusata. "Non sono razzista, non sono nemmeno salviniana, non sono di nessuno – ha detto in un'intervista alla radio – ho sbagliato, ho perso la testa". Parlando con Fanpage.it, Laura Ortolani spiega che lei e la sua compagna ora vogliono mettere un punto a questa vicenda, consapevoli di aver raggiunto il loro obiettivo.

Perché avete deciso di accettare le scuse della padrona di casa?

"Le sue scuse non ci sono apparse sincere. Non sono arrivate subito, quando si è accorta di aver detto una cavolata, ma solo dopo lo scoppio dello scandalo. Ma noi le accettiamo comunque. Non perdoniamo ma accettiamo".

In questi giorni vi siete dissociate dai toni più duri, chiedendo di non cedere all'odio. Che clima avete avvertito?

"Tra i tanti messaggi ricevuti da tutta Italia, da nord a sud, ce ne sono anche alcuni che hanno un tono che non ci appartiene. Ci dissociamo dai toni dell’odio, della violenza e del rancore. Da chi ci ha scritto ‘datemi i dati della signora che la ammazzo'. Sono idee lontane anni luce da nostro modo di intendere le cose. Gli episodi di discriminazione si combattono con le idee e mai con la violenza. Allo stesso modo ci dissociamo anche dal razzismo al contrario di chi accusa le persone del nord di essere tutte come la signora, assumendo di fatto il suo  stesso atteggiamento".

Avete ricevuto insulti o intimidazioni?

"Purtroppo tra i molti bei messaggi arrivati c'è anche una percentuale di cattiverie contro di noi. Sono le  parole di leoni da tastiera che non sanno su cosa attaccare e lo fanno sull'orientamento sessuale e sull'aspetto fisico. Certo stupisce il fatto che molti di loro potrebbero essere i nostri genitori o nonni. C’è anche chi sostiene che ci saremmo inventate tutto per avere visibilità, chi mi accusa di aver montato la cosa per le mie idee. Ma tutto questo ci scivola addosso".

Come avete vissuto questa improvvisa attenzione mediatica?

"Siamo felici di aver denunciato. Ora abbiamo deciso di non proseguire legalmente perché non vogliamo passare per quelle che perseguitano la signora anche dopo le sue scuse, ma quello che ha fatto è gravissimo. Lei ha commesso questa cosa, che sia davvero pentita o no lo sa solo la sua coscienza. Restiamo convinte che lo scalpore mediatico sia stato una giusta conseguenza e un monito per chi volesse replicare il suo comportamenti.

"Soprattutto speriamo che la nostra esperienza aiuterà chi è vittima di questa cose a denunciare. Ci hanno scritto persone che hanno subito gli stessi comportamenti in silenzio. A loro ho risposto di avere coraggio: bisogna denunciare sempre, perché il sostegno che si riceve ci aiuta ad attraversare la tempesta.