"Ho sbagliato, che faccio? Mi ammazzo? Mi devo buttare nel Naviglio?", risponde così alle polemiche che in questi giorni la stanno vedendo protagonista Patrizia, la donna che si è rifiutata di affittare il suo appartamento a una ragazza di Foggia perché "meridionale". Intervenuta a La Zanzara su Radio24, la donna ha raccontato di aver deciso di vendere la sua casa e non più darla in affitto, e di aver comunicato la cosa alla ragazza con la quale ha avuto poi una discussone: "Ho sbroccato, la ragazza mi ha fatto perdere la testa", ha spiegato la signora Patrizia che poi ha fatto un passo indietro anche su quanto detto durante l'audio Whatsapp poi diventato virale. "Non sono razzista, non sono nemmeno salviniana, non sono di nessuno – spiega la donna in radio – ho sbagliato, ho perso la testa: adesso che faccio? Mi ammazzo? Mi butto nel Naviglio?". Patrizia ha poi concluso l'intervento dicendo di aver provato a ricontattare la giovane foggiana ma di essersi trovata dinanzi a un diniego: "Chiedo scusa, se vuole l’appartamento è suo, ma non mi risponde più".

La vicenda: Sono razzista, non affitto ai meridionali

Il caso è esploso nei giorni scorsi quando Laura ha pubblicato sul proprio profilo Facebook un audio Whatsapp accompagnato da una didascalia: "La mia compagna si mette d’accordo con la proprietaria di casa, una ragazza, di far partire il contratto ad ottobre. Quindici giorni prima dell’inizio del contratto la ragazza le manda un messaggio dicendole che sarebbe slittato, trovando scuse poco credibili. Successivamente riceve un altro messaggio da parte della ragazza che le dice che la casa in affitto non può più dargliela perché preferisce venderla". In realtà dietro la decisione della proprietaria di casa di non affittare più l'appartamento si nasconderebbe una motivazione legata solo convinzioni puramente "razziste", come spiegato dalla madre della proprietaria di casa nell'ormai famoso audio: "Sono una leghista sfegatata, per me i meridionali sono meridionali sia nel 2000 che nel 4000, ragione per la quale ho frenato un po', perché per me le persone del Sud, i neri e i rom sono tutti uguali – le parole della donna alla ragazza – sono una razzista al cento per cento e quello che dice o che pensa lei non mi interessa. Ciò che conta invece è quello che c'è scritto sulla carta d'identità e io da Lombarda, sostenitrice di Salvini, ci tengo. E non è un segreto di Stato, lei non è una svizzera: è meridionale, è diverso. Se lo avessi saputo, mia figlia l'avrei fermata prima".