L'indiscrezione sulla "strategia giudiziaria" della procura era già trapelata alcuni giorni fa. Ma adesso è diventata una certezza: il pubblico ministero di Milano Elio Ramondini ha chiesto il giudizio immediato per i quattro aggressori di Niccolò Bettarini, figlio 19enne dell'ex calciatore Stefano e di Simona Ventura che era stato accoltellato all'alba di domenica 1 luglio all'esterno della discoteca di Milano "Old Fashion". A riportare la notizia è Mario Consani sul quotidiano "Il Giorno". Il pm ha chiuso le indagini sui quattro ragazzi – Albano J., Davide C., Alessandro F. e Andi A. – che si trovano nel carcere di San Vittore fin dalle ore successive all'aggressione, con l'accusa di tentato omicidio. Proseguono, invece, le indagini – sei gli indagati – sulle altre persone che avrebbero partecipato all'agguato all'esterno del locale notturno milanese.

Adesso sarà il giudice per le indagini preliminari Stefania Pepe a decidere se accogliere o meno la richiesta del pm, che farebbe saltare l'udienza preliminare e passare direttamente alla fase del dibattimento in aula, arrivando così a sentenza in tempi rapidi. Resta però, per gli imputati, la possibilità di chiedere il rito abbreviato, che comporta lo sconto di un terzo sull'eventuale pena e lo svolgimento del processo a porte chiuse. Davanti ai giudici si dovrà ricostruire quanto accaduto all'alba del primo luglio davanti all'Old Fashion, accertando le responsabilità degli imputati: a sferrare le coltellate che costrinsero Bettarini jr a subire un intervento chirurgico, fortunatamente dall'esito positivo, sarebbe stato solo uno dei quattro, Davide C. Gli altri però avrebbero partecipato a vario titolo a quello che, stando alle ipotesi accusatorie, resta un tentato omicidio. Negli scorsi giorni uno dei ragazzi fermati, Albano J., aveva chiesto tramite il suo legale al tribunale della libertà la revoca della misura di custodia cautelare, vedendosi però respingere l'istanza.