Una veglia di preghiera e una messa per ricordare Elena e Diego, i due gemellini di 12 anni uccisi dal padre. Si terrà questa sera a Margno, il piccolo paese della Valsassina, in provincia di Lecco, dove, nella notte tra venerdì e sabato scorsi si è consumata la terribile tragedia. Il momento di riflessione e preghiera è stato voluto da don Bruno Maggioni, il parroco del paese: chi vorrà partecipare potrà raggiungere da solo, senza assembramenti per via delle restrizioni per il Coronavirus, la chiesetta di Santa Caterina da Siena che si trova immersa nei boschi di Bagnala.

L'autopsia: i due ragazzini sono stati strangolati

A Margno, in Valsassina, si trovava la casa di villeggiatura della famiglia Bressi. È lì che il padre dei ragazzini, l'impiegato 45enne Mario Bressi, aveva portato in vacanza i due figli senza la moglie, da cui si stava separando. La donna si fidava del marito e naturalmente non poteva immaginare ciò che l'uomo ha poi fatto: prima ha ucciso i due bimbi, strangolandoli a mani nude secondo quanto emerso dall'autopsia, poi si è suicidato buttandosi da un alto ponte. Tra l'orrendo delitto e il suicidio una serie di messaggi inviati alla moglie, in cui farneticando l'accusava di aver rovinato la loro famiglia e le dava la colpa per quanto accaduto. Messaggi che sarebbero arrivati come un fulmine a ciel sereno, perché i rapporti all'interno della coppia sembravano buoni, nonostante l'intenzione di separarsi da parte della moglie: "La separazione non era litigiosa, eravamo agli inizi e lei non voleva portare via i figli al marito", ha spiegato a Fanpage.it l'avvocato della donna Davide Colombo.

A Gessate si attende la data dei funerali

Sul fronte delle indagini, dopo l'autopsia sulle salme dei due gemellini si attendono gli esiti degli esami tossicologici, che dovrebbero arrivare entro 30 giorni. Serviranno a capire se il padre abbia sedato i due figli prima di ammazzarli o li abbia uccisi a sangue freddo. Dettagli che in ogni caso appaiono ormai questioni quasi "tecniche" ai fini dell'indagine. Gessate, la cittadina dell'hinterland di Milano in cui la famiglia viveva dal 2003, è ancora sotto choc. Diego giocava in una squadra di calcio del paese, mentre Elena pattinava da anni nella società sportiva dilettantistica Freeart, in cui la madre lavora come dirigente. Nessuno nella società vuole al momento parlare di quanto accaduto, anche se tutto il paese si è stretto attorno alla madre dei due bimbi, in attesa di conoscere la data dei funerali.