"La separazione non era litigiosa, eravamo agli inizi e lei non voleva portare via i figli al marito". A parlare a Fanpage.it è Davide Colombo, avvocato del Foro di Milano a cui si era rivolta la moglie di Mario Bressi, il 45enne che nella notte tra venerdì e sabato ha prima ucciso i due figli della coppia, i gemellini 12enni Elena e Diego, e poi si è ucciso buttandosi da un ponte. La tragedia è avvenuta a Margno, nella casa di villeggiatura in cui il padre aveva portato i due figli, col benestare della moglie, per trascorrere alcuni giorni di vacanza. Ma l'ipotesi degli inquirenti, che le indagini dovranno confermare o confutare, è che in realtà l'uomo avesse già programmato tutto: prima il terribile duplice delitto, poi il suicidio. Potrebbe averlo fatto per una sorta di assurda "vendetta" nei confronti della moglie, conosciuta quando erano ragazzini e con cui abitava dal 2003 a Gessate, proprio per via dell'intenzione della donna di separarsi. Ma l'avvocato della moglie fuga ogni dubbio su eventuali tensioni, almeno apparenti, nella coppia: "Non c'era nulla del genere, lei non gli aveva mai assolutamente manifestato alcuna intenzione ‘bellicosa' e, anzi, era assolutamente propensa a trovare un accordo civile". E anche il marito, almeno apparentemente, stando a quanto racconta l'avvocato non aveva mai mostrato atteggiamenti violenti a riguardo della situazione.

L'avvocato: Lasciamo che la moglie elabori la vicenda

Superfluo dire che, anche se ci fossero state delle tensioni, questo non avrebbe cambiato nulla ai fini di un gesto che resta orrendo e disumano. Ma forse avrebbe cambiato qualcosa nell'atteggiamento della donna, che invece, come riferito agli inquirenti, "si fidava" del marito e per questo aveva dato il suo benestare a quella vacanza che si è tramutata in tragedia. "Non c'è niente da dire, è tutto talmente evidente", dice l'avvocato a proposito di quanto accaduto. Il legale in questi giorni è rimasto in contatto con la moglie, ma preferisce non parlare del suo stato d'animo, anche per evitare di dire ovvietà: "Lasciamo che la signora elabori la vicenda", ripete, augurandosi che presto cali il silenzio su quanto accaduto. Di certo bisognerà attendere ancora qualche giorno, perché ci sono aspetti della tragedia su cui è normale che l'opinione pubblica, investita dalla brutalità della vicenda, si faccia qualche domanda: in primis l'ipotesi già citata della premeditazione, in secondo luogo capire se il padre abbia sedato i suoi figli prima di ucciderli. Saranno l'autopsia, in programma domani, e le analisi su pc e telefonini ritrovati (al momento manca quello del padre) a poter dare delle risposte in merito. Necessarie, forse, per chiudere una vicenda che lascia comunque un tremendo vuoto dentro.