Non sembrano esserci al momento molte chance per un cambio di schieramento politico al vertice del Pirellone. Secondo l'ultimo sondaggio realizzato dall'Istituto Piepoli l'8 gennaio, il centrodestra si presenta nettamente in testa in termini di gradimento alle prossime elezioni regionali lombarde in programma il 4 marzo. Nonostante la rinuncia alla ricandidatura del governatore uscente Roberto Maroni, il suo sostituto, l'ex sindaco di Varese Attilio Fontana, guadagna al momento il 31 per cento dei consensi da parte del campione intervistato. Lo seguono Giorgio Gori del Partito democratico con il 24 per cento e Dario Violi dei Cinque stelle con il 20 per cento. Il 5 per cento degli intervistati in Lombardia è pronto a votare per un altro candidato: oltre a Giulio Arrighini, per il Grande Nord, si attendono a riguardo le mosse di Liberi e uguali. C'è, comunque, ancora una larga fetta di indecisi, che si attesta al 20 per cento.

Nei testa a testa Fontana batte tutti, ma Violi è davanti a Gori

Anche negli scontri diretti a due (a livello ipotetico, dal momento che non è previsto il ballottaggio), Attilio Fontana stacca nettamente i suoi avversari: 34 a 27 le percentuali a suo favore nello scontro con Gori (con un 39 per cento che non ha un'opinione), 39 a 27 quelle in un confronto con Violi (col 34 per cento di indecisi). Ma nei testa a testa il candidato dei Cinque stelle sarebbe in testa rispetto all'attuale sindaco di Bergamo, Giorgio Gori: 35 a 26 le percentuali, con un 39 per cento di indecisi.

Che il centrodestra fosse avanti nei sondaggi lo si era capito anche nei giorni scorsi, quando Fontana è stato indicato come possibile successore di Maroni alla guida della Regione. L'ex presidente del Consiglio regionale (dal 200o al 2006) è stato investito ufficialmente nonostante (secondo alcuni sondaggi commissionati da Forza Italia) un livello di popolarità inferiore a quello di un'altra possibile candidata, l'ex ministro Mariastella Gelmini. Ma l'ampio vantaggio di cui godrebbe la coalizione rispetto agli avversari ha indotto a scegliere Fontana, voluto fortemente dalla Lega, anche per evitare possibili fibrillazioni interne.