Le foto dei due tweet di Gori e Fontana
in foto: Le foto dei due tweet di Gori e Fontana

Battaglia a colpi di tweet tra due dei candidati alla presidenza della Regione Lombardia alle prossime Regionali, Attilio Fontana (centrodestra) e Giorgio Gori (Pd). In occasione della prima tribuna elettorale a sette, registrata negli studi della Rai, i due principali accreditati alla vittoria finale secondo i sondaggi si sono affrontati, oltre che sui temi della campagna elettorale, anche da un punto di vista social. Gori, che come tutto il Pd – e non solo – durante questi giorni sta rimarcando la ritrosia di Fontana ai confronti pubblici con gli altri candidati, ha scattato un selfie con il candidato leghista postandolo poi su Twitter con un commento ironico: "Allora esiste!", accompagnato dall'hashtag che è associato in questi ultimi giorni a Fontana sui social del Partito democratico: #fantasma.

La risposta di Fontana: Gori ritardatario

La risposta del candidato leghista non si è fatta attendere. Sempre negli studi Rai, prima dell'arrivo e della "gag" di Gori, lo staff di Fontana aveva scattato una foto allo studio: delle sette poltrone riservate agli altrettanti candidati alla guida del Pirellone, solo quella riservata al sindaco di Bergamo era vuota: Gori si è infatti presentato negli studi Rai in leggero ritardo. Da qui la provocazione dello staff di Fontana, che sulla pagine social del candidato ha pubblicato la foto, scrivendo: "Da settimane Gori chiede il confronto in tv e poi arriva per ultimo e in ritardo. Era impegnato a chiedere suggerimenti a Renzi? #Goristaisereno".

Al confronto in tv anche gli altri candidati

Il confronto televisivo si è poi svolto regolarmente: ciascun candidato alle prossime Regionali del 4 marzo (in contemporanea con le Politiche) ha parlato del proprio programma. Oltre a Fontana e Gori erano presenti gli altri candidati alla Presidenza della Lombardia: Dario Violi per il Movimento 5 stelle, Onorio Rosati per Liberi e uguali, Massimo Gatti di Sinistra per la Lombardia, Giulio Arrighini per il Grande Nord e Angela De Rosa per CasaPound.