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Aggressione a Niccolò Bettarini, figlio di Simona Ventura

Milano, resta in cella uno dei fermati per l’aggressione a Niccolò Bettarini

Il Tribunale del Riesame di Milano ha rigettato la richiesta presentato dall’avvocato di uno dei quattro indagati per l’accoltellamento di Niccolò Bettarini. Secondo la tesi difensiva, il giovane non avrebbe mai detto la frase “sei il figlio di Bettarini, ti ammazziamo”, mentre quel giorno avrebbe avuto una fasciatura ad una spalla che avrebbe impedito una sua partecipazione al fatto. Tesi respinta però dal giudice del riesame.
A cura di Giuseppe Cozzolino
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Le fotografie postate su Instagram da Niccolò Bettarini
Le fotografie postate su Instagram da Niccolò Bettarini

Il Tribunale del Riesame di Milano ha rigettato l'istanza di revoca della misura della custodia cautelare in carcere presentato dall'avvocato di Albano J., uno dei quattro giovani finiti in cella con l'accusa di tentato omicidio a calci, pugni e coltellate nei confronti di Niccolò Bettarini, figlio dell'ex-calciatore Stefano e della show-girl Simona Ventura, davanti alla discoteca Old Fashion di Milano lo scorso 1° luglio.

L'avvocato del giovane italiano di origine albanese, aveva sostenuto davanti ai giudici che il suo cliente non aveva preso parte "ad alcuna aggressione con l'intenzione di uccidere, ma al massimo ad una rissa". Una tesi che però il Tribunale del Riesame ha respinto: secondo le indagini della Squadra Mobile e del pm che sta seguendo il case, nonché secondo la stessa testimonianza di Niccolò Bettarini, sarebbe stato proprio il ventitreenne ad aver detto "sei il figlio di Bettarini, ti ammazziamo", prima dell'aggressione.

Secondo la difesa del ventitreenne, invece, non solo questa circostanza non sarebbe mai avvenuta, ma anzi il giovane di origini albanesi avrebbe avuto, nel giorno dell'aggressione, una fasciatura per un problema alla spalla avuto in precedenza e che dunque non sarebbe stato in grado di partecipare, nelle sue particolari condizioni, ad un tentato omicidio. Albano J. resta dunque in carcere a San Vittore, assieme agli altri tre indagati: Davide C., colui che avrebbe sferrato le otto coltellate a Niccolò Bettarini, assieme ad Alessando F. ed Andi A., tutti accusati del tentato omicidio. Per questi ultimi due, comunque, si potrebbe profilare la richiesta del giudizio immediato da parte della Procura già nei prossimi giorni.

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