Marco Carta in tribunale a Milano (Archivio LaPresse)
in foto: Marco Carta in tribunale a Milano (Archivio LaPresse)

La donna trovata in compagnia di Marco Carta e arrestata con lui per il furto di sei magliette alla Rinascente di Milano, accusa dalla quale il cantante è stato assolto, è stata condannata a un anno di servizi sociali dal giudice della sesta sezione penale del Tribunale milanese. Fabiana Muscas, questo il suo nome, svolgerà i lavori di pubblica utilità in una onlus Caritas di Cagliari, così come chiesto dal suo legale, l'avvocato Giuseppe Castellano. Una volta concluso il percorso all'interno della onlus, se il giudice lo riterrà "andato a buon fine" potrà sancire l'estinzione del reato.

Il pm impugna la sentenza di assoluzione

Il cantante sardo, ex vincitore di "Amici di Maria de Filippi" e di "Sanremo", è stato assolto dall'accusa di furto in quanto la Muscas si era dichiarata sin da subito colpevole della sottrazione delle magliette dal noto negozio milanese. In quell'occasione, la donna aveva riferito di aver rubato le magliette per fare un regalo di compleanno ad un amico che di lì a poco avrebbe compiuto 34 anni. Il pubblico ministero Nicola Rossato, che aveva chiesto una condanna a otto mesi, ha impugnato la sentenza di assoluzione del cantante facendo ricorso in Appello.

Cos'era successo, il furto e l'arresto dei due

Marco Carta e Fabiana Muscas erano stati arrestati a Milano lo scorso 1 giugno con l'accusa di furto aggravato, nonostante il giudice non abbia successivamente convalidato l'arresto. Secondo quanto ricostruito allora dalla polizia, i due avrebbero rubato un totale di sei magliette – dal valore complessivo di 1.200 euro – da cui erano stati tolti i dispositivi antitaccheggio. Carta e la Muscas erano stati fermati da un addetto all'accoglienza della Rinascente che aveva poi immediatamente avvertito gli agenti dell'Unità reati predatori della polizia locale.