Marco Carta in tribunale a Milano (Archivio LaPresse)
in foto: Marco Carta in tribunale a Milano (Archivio LaPresse)

La vicenda giudiziaria che ha coinvolto Marco Carta potrebbe non essere conclusa. Dopo l'assoluzione "per non aver commesso il fatto" dall'accusa di aver rubato delle magliette dalla Rinascente di Milano, da fonti giudiziarie trapela difatti la volontà del pubblico ministero Nicola Rossato di impugnare la sentenza. Il cantante sardo potrebbe dunque essere chiamato ad affrontare un secondo grado di giudizio in appello. Nel corso dell'udienza che si è tenuta oggi a Milano nell'aula del giudice per l'udienza preliminare Stefano Caramellino, il pm Rossato aveva chiesto per Carta otto mesi di carcere e 400 euro di multa. Ma il gup Caramellino, lo stesso che non aveva convalidato l'arresto del cantante dopo che lui e una sua amica erano stati bloccati dagli addetti alla sicurezza dei grandi magazzini milanesi lo scorso 31 maggio, ha deciso per la completa innocenza del vincitore del Festival di Sanremo 2009.

Gli avvocati: Innocenza chiara fin dal primo momento

"La sua innocenza era chiara fin dal primo momento", avevano commentato i legali di Carta, gli avvocati Simone Ciro Giordano e Massimiliano Annetta, dopo la lettura della sentenza da parte del giudice, sottolineando la centralità della difesa e l'importanza dei filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza della Rinascente, dai quali "è emersa l'estraneità totale di Carta alla vicenda delittuosa". "Il dato certo è che la difesa aveva sempre portato avanti una linea, il signor Carta aveva sempre dichiarato la sua innocenza, noi vi abbiamo sempre detto la stessa cosa, ossia che dalle immagini era chiara l'innocenza di Marco Carta – aveva detto l'avvocato Giordano -. Oggi un giudice ha acclarato ciò e credo che la questione possa essere chiusa qui".

Il legale si era poi lanciato in una previsione sul possibile ricorso da parte dell'accusa: "L'appello? L'esito è talmente certo che sono sicuro che la vicenda finirà qui". Potrebbe non essere così, anche se la certezza sulle prossime mosse si potrà avere solo dopo che verranno depositate le motivazioni della sentenza. Nel frattempo, Marco Carta si gode la fine di un incubo: "È come se oggi mi svegliassi da un brutto sogno", ha scritto il cantante sardo su Facebook. Subito dopo la sentenza del giudice, uno dei suoi avvocati lo aveva chiamato al telefono per comunicargli l'esito: Carta, non presente in aula, era scoppiato in lacrime esclamando "oddio grazie".