"Il bambino si lamentava e non riuscivo a dormire. L'ho picchiato, poi l'ho visto morto, ma non credevo che l'avrei ucciso". Le parole di Aljica Hrustic, 25 anni, di origini croate, reo confesso dell'omicidio di suo figlio di due anni, Mehmed, ammazzato di botte nella notte tra martedì e mercoledì, ripercorrono con freddezza i fatti, come se fossero accaduti a qualcun altro. Nel carcere di San Vittore, rispondendo al pubblico ministero Giovanna Cavalleri, e prima ancora davanti agli investigatori della Squadra mobile che lo hanno arrestato dopo una fuga durata poche ore, ha ammesso le sue responsabilità. Ha raccontato di avere assunto droghe, di aver perso il controllo perché il bambino piangeva e lui non riusciva a dormire. Dalla ricostruzione emerge poi un dettaglio ancora più inquietante: il piccolo quella notte si lamentava per il dolore perché aveva i piedi ustionati, probabilmente con un accendino. Quando all'alba i soccorritori, chiamati dallo stesso Hrustic, sono arrivati nell'appartamento di via Ricciarelli 22, a Milano, hanno trovato il corpo senza vita con i piedi bendati. Una circostanza che aveva fatto pensare, erroneamente, che il bimbo fosse stato legato. Le bende, invece, gli sarebbero state messe, forse dalla madre, per medicare le ferite.

L'autopsia chiarirà le cause del decesso

Resta da chiarire cosa abbia provocato la morte del bambino, che all'arrivo dei paramedici del 118 era già deceduto e aveva lividi sul corpo e una ferita in testa. Sarà l'autopsia, attesa nelle prossime ore, a dare le risposte mancanti e a stabilire se Mehmed fosse stato picchiato anche nei giorni precedenti. La madre, Silvjia Z., 23 anni, croata, ha raccontato di aver provato a fermare il marito e di essere stata a sua volta colpita. Al momento la donna è considerata persona informata sui fatti.

La fuga per poche ore nelle case popolari del Giambellino

Dopo aver chiamato il 112 per dare l'allarme, spiegando che il figlio aveva problemi a respirare, Hrustic ha fatto perdere le sue tracce per alcune ore. Ha trovato rifugio in una casa di via Manzano 4, in zona Giambellino, portando con sé le due figlie femmine (la coppia ha un altro figlio più grande che vive in Croazia). Ai poliziotti della Questura di Milano sono bastate poche ore per rintracciarlo e bloccarlo.

 

Questa sera una fiaccolata per Mehmed in via Ricciarelli

Gli abitanti del quartiere San Siro hanno organizzato per venerdì 24 maggio, alle ore 20, una fiaccolata in ricordo di Mehmed e per la tutela dei minori. Il corteo partirà dal caseggiato dove il piccolo è stato ucciso, in una delle zone più degradate del difficile quartiere alla periferia sud ovest di Milano.