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Mense negate ai bimbi stranieri a Lodi: ecco i genitori (italiani) che si ribellano

Lodi negli ultimi giorni è ormai diventata tristemente nota come la città in cui alcuni bimbi stranieri vengono discriminati rispetto ai loro compagni di scuola italiani. Ma sono tanti i genitori, anche italiani, che protestano contro il contestatissimo regolamento approvato dalla giunta guidata dalla sindaca leghista Sara Casanova, che sta di fatto impedendo a molti bimbi stranieri di accedere alle mense scolastiche. Ecco il testo della lettera dei genitori “ribelli” e solidali.
A cura di Francesco Loiacono
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La protesta delle famiglie straniere a Lodi (foto del Coordinamento uguali doveri via Facebook)
La protesta delle famiglie straniere a Lodi (foto del Coordinamento uguali doveri via Facebook)

Lodi negli ultimi giorni è ormai diventata tristemente nota come la città in cui alcuni bimbi stranieri vengono discriminati rispetto ai loro compagni di scuola italiani: "Tutti i bambini sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri", scrivevamo diversi giorni fa. Si tratta dell'effetto di un contestatissimo regolamento approvato dalla giunta guidata dalla sindaca leghista Sara Casanova, che in estrema sintesi impone alle sole famiglie extracomuntarie (per quelle italiane basta l'autocertificazione) di presentare una documentazione aggiuntiva per poter accedere alle tariffe agevolate per alcuni servizi extrascolastici, tra cui mensa e scuolabus. Il problema è che alcune famiglie hanno trovato difficoltà insormontabili nel produrre la documentazione richiesta, per la farraginosa burocrazia dei Paesi di origine (i quali stando al Comune devono validare i documenti). Il risultato di questa situazione è che alcune famiglie che lo scorso anno accedevano alle tariffe minime per i servizi (in quanto evidentemente in condizioni economiche disagiate), si sono trovate a dover pagare il prezzo massimo per gli stessi servizi: molte, non potendoselo permettere, hanno smesso di farlo, preparando ai figli pasti da casa. Così, all'ora di pranzo, in molte scuole si crea una situazione vergognosa: da un lato i bimbi italiani (anche provenienti da famiglie disagiate) che consumano i pasti della mensa, dall'altro i loro compagni stranieri costretti a mangiare panini in classe.

A Lodi ci sono anche molti genitori che si ribellano

Il caso mensa a Lodi risale ormai a inizio settembre, essendo esploso con l'inizio dell'anno scolastico. Diverse testate (tra cui Fanpage.it) si erano già occupate della vicenda: eppure solo negli ultimi giorni, dopo la pubblicazione di un servizio realizzato dalla trasmissione tv Piazzapulita su "La7", la situazione ha finalmente suscitato il clamore che merita. Tralasciando la particolarità di questo "ciclo della notizia" (alimentato forse anche dal tardivo interessamento di qualche politico), è bene ribadire un dato che le polemiche sul caso Lodi rischiano di far passare in secondo piano: e cioè che fin da subito molti genitori, anche di famiglie italiane o comunque che hanno prodotto i documenti chiesti dal Comune, si sono ribellati al nuovo regolamento della giunta leghista. Di seguito dunque il testo di una lettera scritta il 19 settembre dai genitori delle scuole comunali lodigiane in cui si applica il regolamento e sottoscritta da 150 famiglie.

LETTERA APERTA PER UNA SCUOLA DI TUTTI!
Lodi, 19 settembre 2018

Come genitori non possiamo accettare in silenzio che ai bambini, ai compagni di classe dei nostri figli, sia impedito l’accesso alla mensa e siano collocati in altre aule durante l’ora del pranzo. Quanto sta accadendo in questi giorni a Lodi ai bambini di genitori extracomunitari riguarda tutti noi.
Non ci interessa disquisire nel merito del provvedimento dell’Amministrazione comunale, anche se appare evidente che la documentazione supplementare richiesta ai genitori extracomunitari è, in molti casi, impossibile da produrre (a detta delle stesse Ambasciate e Consolati), ma sicuramente non possono essere i bambini a rimetterci, né su di loro possono ricadere le conseguenze delle scelte degli adulti.
A tutti i bambini deve essere garantita la possibilità di avere pasti nutrienti. La mensa rappresenta inoltre un importante momento di socialità nella vita scolastica.
Di fronte a questo provvedimento, le scuole sono state lasciate a sé stesse a gestire una situazione di emergenza. Ringraziamo i dirigenti scolastici e il personale delle scuole che si stanno facendo carico della gestione quotidiana e che stanno trovando delle soluzioni tampone che comunque permettano ai bambini di mangiare, anche portandosi il cibo da casa.
Crediamo però che creare spazi separati, seppur animati da buone intenzioni, non possa essere la soluzione. La partecipazione alle attività scolastiche, tutte incluse mensa e scuolabus, deve essere favorita in tutti i modi perché la scuola, oltre alle funzioni didattiche, è il luogo fondamentale per l’integrazione e la formazione dei cittadini di domani. Questo provvedimento vanifica e mortifica il lavoro che si svolge in tal senso da anni nelle scuole di Lodi.
I bambini sono tutti uguali, non vogliamo credere che oggi, nel 2018, a Lodi non sia possibile trovare una soluzione giusta che non segreghi alcuni bambini rispetto ad altri.
Chiediamo quindi che a tutti i bambini sia garantito l’accesso alla mensa e, se non è possibile dare loro un pasto, chiediamo che siano condivisi con loro i pasti dei nostri figli.
Invitiamo tutti i genitori che vogliono sottoscrivere questo appello ad inviare la propria adesione a lodiscuoladitutti@gmail.com, indicando il proprio NOME, COGNOME e SCUOLA frequentata dal proprio figlio.

Martedì in programma una nuova manifestazione

Accanto a questi genitori "ribelli" e solidali si è schierato fin da subito il Coordinamento uguali doveri, costituito proprio per battersi contro la discriminazione messa in atto dalla giunta leghista. Spetta proprio al Coordinamento il merito di aver lavorato, giorno dopo giorno, non solo per far crescere l'attenzione mediatica attorno al "caso Lodi", ma anche per rendere la solidarietà dei tanti che si oppongono a questo stato di cose concreta. L'associazione ha infatti avviato fin dai primi giorni una raccolta fondi per aiutare le famiglie in difficoltà a "colmare la differenza" tra le tariffe richieste dal Comune e quelle che possono pagare (e che pagavano in precedenza). Dopo una prima manifestazione, di certo partecipata, ma avvenuta quando il "caso Lodi" era ancora una vicenda locale o regionale, il Coordinamento ha organizzato un nuovo presidio in piazza Broletto a Lodi (sede del Comune) per martedì 16 ottobre, dalle ore 8.30 alle 20.30: "Il Coordinamento si è attivato per raccogliere i fondi necessari a sostenere le famiglie in difficoltà, agisce, attraverso i gruppi di opposizione in Consiglio Comunale, per trovare una soluzione nelle sedi istituzionali preposte e ora invita tutti i lodigiani a una nuova mobilitazione – hanno scritto gli organizzatori del presidio – Ogni giorno che passa è un giorno perduto – in mensa, sull’autobus, nel tempo di pre e post scuola – per tutti questi bambini e di giorni ne sono ormai trascorsi troppi, un intero mese di scuola. Ci aspettiamo di incontrare e di poterci confrontare con la Sindaca: da parte nostra c’è, da sempre, la massima disponibilità".

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