Mario Bressi con i suoi figli, Elena e Diego: li ha uccisi e si è suicidato
in foto: Mario Bressi con i suoi figli, Elena e Diego: li ha uccisi e si è suicidato

Due bambini di 12 anni sottratti per sempre all'amore della loro madre e dei loro amici. Finora la tragedia di Margno, in Valsassina, viene analizzata essenzialmente dal punto di vista del padre, l'omicida e suicida Mario Bressi, 45enne impiegato che viveva con la famiglia a Gessate, nel Milanese, e nella notte di tra venerdì e sabato ha prima strangolato i suoi due figli gemelli nella loro casa di villeggiatura in montagna e poi si è ucciso, gettandosi da un ponte. Le difficoltà nella separazione in corso dalla moglie vengono addotti finora come elementi per cercare di contestualizzare un gesto orribile, disumano, che gli inquirenti dovranno cercare di capire se sia stato premeditato o sia stato frutto di una decisione improvvisa.

Il dolore degli amichetti dei due gemellini uccisi dal padre

Una circostanza che, anche se verrà chiarita, non potrà mai lenire il dolore degli amici dei due gemellini che, improvvisamente, sono stati investiti da un lutto enorme, da una mancanza che li accompagnerà per buona parte della loro vita. Un dolore che qualcuno degli amici di Elena e Diego ha cercato di mettere nero su bianco, su delle lettere e dei disegni che sono apparsi fuori dalla villetta a Gessate in cui i due 12enni vivevano con i loro genitori, prima che il loro padre decidesse della loro vita. Una fa riferimento a un altro recente dramma, la pandemia, che ora appare un fosco presagio: "Dopo la quarantena abbiamo perso un po' il legame ed ecco che oggi 27 giugno abbiamo perso i legami del tutto…". Un'altra invece parla di compiti fatti assieme, di treccine fatte ad Elena. Di cose quotidiane, tra amici, che adesso potranno restare solo ricordi: "Vi ricordate quando facevamo i compiti insieme che ogni volta voi urlavate e io morivo dal ridere? – ha scritto un'amica dei due gemellini su una lettera – Vi adoro siete i migliori amici di sempre… Resterete sempre nel mio cuore".

I tre whatsapp e l'autopsia

Prima di poter dare l'ultimo saluto ai due bambini uccisi dal loro padre bisognerà attendere l'autopsia, che è stata disposta per martedì prossimo. Dall'esame, esteso anche al cadavere del 45enne, la procura di Lecco che indaga sul caso cercherà di risalire all'orario esatto della morte dei bambini e proverà a capire se i figli siano stati sedati prima di essere uccisi dal padre. Le indagini mirano ad accertare se si sia trattato di un gesto premeditato: stando agli accertamenti effettuati dai carabinieri che indagano col coordinamento del pubblico ministero Andrea Figoni e del procuratore capo Antonio Chiappani, l'uomo la sera di venerdì ha fatto da mangiare ai suoi due figli. Poi forse li ha sedati: in seguito avrebbe strangolato la figlia e soffocato il figlio. Quindi sono iniziati quei messaggi, pubblicati sui social network, in cui il padre scriveva che sarebbe rimasto "sempre insieme" ai suoi figli e alla moglie diceva che non li avrebbe più rivisti. Sarebbero tre, in particolare, i whatsapp inviati alla donna, a cui l'uomo imputava di aver rovinato la loro famiglia. L'avvocato a cui la moglie si era rivolta per avviare la causa di separazione, tuttavia, al quotidiano "La Repubblica" ha affermato che la donna "non aveva alcuna intenzione di portare via i figli al marito" e che "le cose si stavano muovendo nella massima tranquillità". Intanto, il pc dell'uomo è stato sequestrato dagli inquirenti, alla ricerca di eventuali prove di un piano pensato da tempo.