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Aggressione a Niccolò Bettarini, figlio di Simona Ventura

Il tassista che ha incastrato due dei presunti aggressori di Niccolò Bettarini: “Non sono un eroe”

Parla il tassista milanese di 37 anni che ha incastrato due dei presunti aggressori di Niccolò Bettarini, il figlio 19enne di Stefano Bettarini e Simona Ventura accoltellato davanti all’Old fashion di Milano all’alba di domenica 1 luglio: “Mi sento come una persona che ha fatto il suo dovere e che rifarebbe la stessa cosa altre cento volte”. Il tassista ha portato a casa due dei ragazzi che si trovano ora in carcere: dal loro abbigliamento e comprtamento ha capito che potevano essere coinvolti nell’aggressione.
A cura di Francesco Loiacono
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La discoteca Old Fashion e Niccolò Bettarini
La discoteca Old Fashion e Niccolò Bettarini

Si chiama Andrea A., ha 37 anni ed è l'uomo che ha incastrato due dei presunti aggressori di Niccolò Bettarini. Il 37enne, che di professione fa il tassista, all'alba di domenica 1 luglio si è trovato al posto giusto al momento giusto: è lui infatti che ha caricato in auto i due ragazzi albanesi che, assieme ai loro coetanei italiani, si trovano ora in carcere con l'accusa di tentato omicidio per l'accoltellamento al 19enne figlio di Stefano Bettarini e Simona Ventura. Andrea è però anche stato coraggioso: una volta intuito che i due passeggeri che aveva preso a bordo (con loro c'era anche una ragazza, loro amica), potevano essere in qualche modo coinvolti nell'aggressione, non ha girato la testa dall'altra parte e ha deciso di esporsi. Dopo averli accompagnati ad Affori, quartiere alla periferia nord di Milano, ha chiamato la polizia e ha tenuto d'occhio i ragazzi, che nel frattempo si stavano allontanando assieme ad altri amici, fino all'arrivo degli agenti. Poi, sia sul posto sia successivamente in questura, ha raccontato quanto aveva visto: la sua testimonianza è stata decisiva per il fermo dei due.

Andrea è stato intervistato dal quotidiano "il Giorno", raccontando nei dettagli quanto accaduto. Ha capito quasi subito che i passeggeri che aveva preso a bordo potevano essere coinvolti nel fatto di sangue accaduto davanti alla discoteca Old Fashion, perché uno dei ragazzi aveva una maglietta strappata e l'altro una fasciatura sporca di sangue al braccio. Per avere ulteriori certezze ha usato un espediente: è passato davanti alla discoteca, dove c'erano ancora le forze dell'ordine, per osservare la reazione dei due ragazzi. Il loro comportamento ha confermato i sospetti dell'uomo, che ha poi riportato alla polizia anche alcune conversazioni intercorse tra i due. Il comportamento del tassista è stato da più parti definito eroico, anche se lui non si scompone: "Mi sento come una persona che ha fatto il suo dovere e che rifarebbe la stessa cosa altre cento volte – ha detto al quotidiano milanese – Mi sono soltanto comportato da buon cittadino che non volta la testa dall’altra parte, come ho sempre fatto nella mia vita".

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