Il governatore della Lombardia Attilio Fontana, indagato per abuso d'ufficio dalla procura di Milano, ha ricevuto l'invito a comparire in tribunale, con la data dell'interrogatorio, fissato per il 13 maggio. L'indagine che coinvolge Fontana è nata dalla maxi inchiesta della Direzione distrettuale antimafia che ha provocato un terremoto politico tra Lombardia e Piemonte: 95 le persone complessivamente indagate, 43 quelle che hanno ricevuto misure cautelari (12 sono finite in carcere) per accuse che in nove casi sono di associazione per delinquere finalizzata a una serie di reati tra cui finanziamento illecito e abuso d'ufficio. Fontana in quell'inchiesta della Dda figurava come "parte offesa", avendo respinto un presunto tentativo di istigazione alla corruzione da parte di Gioiacchino Caianiello, esponente di spicco di Forza Italia a Varese e vecchia conoscenza del governatore. Ma il procuratore capo di Milano, Francesco Greco, già nella conferenza stampa di ieri sugli arresti aveva detto che la posizione di Fontana era in corso di valutazione da parte degli inquirenti per via di un incarico in Regione (consulenze da 11mila euro all'anno) assegnato dal governatore autonomamente al suo socio di studio, l'avvocato Luca Marsico.

Ieri Fontana si era difeso in Consiglio regionale

Fontana si è così trovato da "parte offesa" a indagato nel giro di poche ore. Non ha rilasciato dichiarazioni dopo la notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati, ma aveva anticipato in qualche modo la sua difesa intervenendo ieri in Consiglio regionale dopo la raffica di arresti: "Personalmente sono sempre stato corretto – ha detto il governatore che ieri ha sospeso dal suo incarico il sottosegretario Fabio Altitonante (uno dei due big di Forza Italia arrestati, l'altro è il consigliere comunale milanese e candidato alle Europee Pietro Tatarella) – Vado avanti corretto e trasparente come sono sempre stato, consapevole del compito difficile che mi è stato affidato con il voto popolare e dall'assoluta utilità del nostro lavoro". Per oggi il governatore non ha impegni: probabile dunque che la giornata sarà dedicata a capire, con il suo legale Pensa, a come strutturare la sua difesa.

Salvini: Onestà e trasparenza di Fontana mai messe in discussione

Se Fontana non ha parlato, in sua difesa lo ha fatto il ministro dell'Interno Matteo Salvini, segretario della Lega e grande sponsor di Fontana alle scorse elezioni Regionali 2018 (proprio quelle finite nel mirino dei magistrati per presunti finanziamenti illeciti a esponenti di Forza Italia e anche di Fratelli d'Italia, anche se il partito di Giorgia Meloni ha smentito): "Sono vergognosi gli attacchi all’uomo, all’avvocato, a un sindaco e a un governatore la cui onestà e trasparenza non sono mai state messe in discussione in tanti anni, né mai potranno esserlo oggi o in futuro", ha detto Salvini in una nota – Confidando nel buon lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine milanesi, ribadendo la necessità di punire eventuali singoli colpevoli, ribadisco con orgoglio i servizi che la Regione Lombardia offre da anni come modello europeo e mondiale ai suoi 10 milioni di cittadini, per efficienza e buona amministrazione".