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Aggressione a Niccolò Bettarini, figlio di Simona Ventura

Aggressione a Niccolò Bettarini, il processo abbreviato per tentato omicidio fissato a fine ottobre

Si terrà il 30 ottobre la prima udienza del processo per il tentato omicidio di Niccolò Bettarini, figlio 19enne dell’ex calciatore Stefano e di Simona Ventura. L’udienza, con rito abbreviato, servirà per acquisire la cartella clinica del 19enne, come chiesto da alcuni degli imputati. Rigettate le richieste di ascoltare Bettarini junior e l’amica che era con lui durante l’aggressione come testimoni. Bettarini è stato accoltellato a luglio vicino a una discoteca milanese: per l’aggressione sono in carcere quattro ragazzi.
A cura di Francesco Loiacono
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Niccolò Bettarini con la madre, Simona Ventura
Niccolò Bettarini con la madre, Simona Ventura

È stato anticipato al 30 ottobre, a Milano, il processo per l'aggressione a Niccolò Bettarini, il figlio 19enne dell'ex calciatore Stefano e di Simona Ventura che venne accoltellato vicino a una discoteca milanese lo scorso 1 luglio. Lo ha spiegato Alessandra Calabrò, il legale di Bettarini junior che si è costituito parte civile. Il processo con rito immediato nei confronti dei quattro imputati, accusati di tentato omicidio aggravato, era stato disposto dal giudice per le indagini preliminari Stefania Pepe, con inizio fissato per il 13 novembre. Ma dopo la richiesta di rito abbreviato da parte degli imputati il giudice per l'udienza preliminare di Milano Guido Salvini ha fissato una nuova data, che servirà però solo per l'acquisizione della cartella clinica del 19enne. Sono state invece rigettate le altre richieste presentate dalle difese di due dei quattro imputati per tentato omicidio, che avevano chiesto di ascoltare in aula come testimoni lo stesso Bettarini e l'amica che era con lui la notte dell'aggressione.

Tentato omicidio di Niccolò Bettarini: quattro ragazzi in carcere da luglio

I quattro ragazzi accusati di aver aggredito Niccolò Bettarini sono in carcere da luglio: uno di loro avrebbe materialmente sferrato le coltellate che fecero finire il ragazzo in ospedale e lo costrinsero a sottoporsi a un delicato intervento per la ricostruzione di alcuni nervi di un braccio. Per il giudice per le indagini preliminari Stefania Pepe, che firmò l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per i quattro, gli aggressori erano consapevoli che il pestaggio e l'aggressione con una lama da 20 centimetri  "avrebbero comunque potuto produrre conseguenze mortali" sul 19enne, anche considerando la violenza dell'aggressione e il fatto che gli aggressori erano in superiorità numerica: oltre ai quattro ragazzi finiti in carcere, infatti, altri – attualmente indagati – avrebbero partecipato all'aggressione.

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