Uccise la compagna a calci e pugni nel Bresciano: chiesto l’ergastolo per un 48enne

Il 16 novembre del 2015 uccise la sua compagna Simona Simonini, 42 anni, picchiandola con calci e pugni all'interno dell'abitazione di Provaglio d'Iseo, nel Bresciano, dove la coppia conviveva. Oggi il pubblico ministero di Brescia, Carlo Milanesi, ha chiesto la condanna all'ergastolo per il responsabile dell'omicidio, il 48enne Elio Cadei.
L'uomo era subito apparso come il principale sospettato
Era stato proprio lui a chiamare i carabinieri subito dopo l'omicidio. Quando i militari erano entrati nella casa della madre di Cadei, dove il 48enne e la compagna convivevano da otto anni, si erano trovati di fronte una scena terribile: il corpo della donna era ricoperto di sangue, anche se sul cadavere non c'era alcun segno di armi. Il 48enne l'avrebbe infatti uccisa a mani nude, al termine di una nottata di eccessi passata tra alcol e droga. Fin da subito l'uomo era apparso il principale sospettato per il delitto, anche per via del passato burrascoso della coppia: la donna un anno prima del delitto aveva accoltellato il compagno dopo aver subito una violenza sessuale. Arrestato con l'accusa di omicidio volontario, l'uomo attende adesso la sentenza, che dovrebbe arrivare il primo marzo.
Il suo avvocato difensore, Franco Abate, ha chiesto il riconoscimento di un vizio parziale di mente. Secondo il perito del giudice, però, al momento del delitto Cadei sarebbe stato capace di intendere e di volere.