Altri trenta giorni di tempo, ma probabilmente anche di più. È il termine della proroga concessa agli esperti della procura di Milano incaricati di stilare la consulenza sul deragliamento del treno regionale a Pioltello. Il grave incidente ferroviario, che causò tre morti (tutte donne) e 46 feriti, è avvenuto la mattina dello scorso 25 gennaio: il convoglio Trenord 10452 partito da Cremona alle 5.26 era diretto alla stazione di Milano Garibaldi, ma all'altezza dello scalo di Pioltello uscì dai binari, probabilmente a causa di una rotaia difettosa, e poi si accartocciò contro alcuni piloni dell'alimentazione elettrica. Gli ingegneri Fabrizio D'Errico e Roberto Lucani, incaricati agli inizi di febbraio dai pubblici ministeri Maura Ripamonti e Leonardo Lesti e dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, avrebbero dovuto consegnare le proprie conclusioni entro fine aprile. Ma i 90 giorni di tempo non erano tassativi e la proroga, già nell'aria, è adesso ufficialmente arrivata.

Ufficialmente ai periti è stato concesso un altro mese di tempo, ma è probabile che alla prima proroga ne seguiranno delle altre. E d'altronde il lavoro sul tratto di binario in cui sarebbe avvenuto il deragliamento del convoglio, alle porte di Milano, si era preannunciato complesso fin dall'inizio. Le rotaie erano state sequestrate e rimosse diversi giorni dopo l'incidente. Poi erano state trasportate in un deposito di Rete ferroviaria italiana a Milano Greco. Lo scorso 12 aprile proprio i consulenti della procura, assieme ai pm e alle telecamere del Tg3, avevano fatto un sopralluogo nello scalo di Greco scoprendo che i binari presentavano segni di "ossidazione recente": erano cioè rimasti esposti alla pioggia e alle intemperie, con il grave rischio che il loro utilizzo come prove nell'eventuale processo fosse compromesso. Sull'incidente ferroviario di Pioltello la procura di Milano ha aperto un'inchiesta per disastro ferroviario colposo che vede indagati vertici e dirigenti delle società Trenord e Rfi.