Il tratto di binario sequestrato nell'ambito dell'inchiesta sul disastro ferroviario di Pioltello, alle porte di Milano, è coperto da ruggine. E il fenomeno sarebbe recente. Lo ha svelato il Tg3, che ha mostrato le immagini di un sopralluogo compiuto giovedì scorso da alcuni consulenti della procura di Milano, accompagnati dai pubblici ministeri, nel deposito dello scalo Greco dove è custodito il materiale d'inchiesta. Il motivo della ruggine è che, come hanno potuto notare gli inquirenti, nel deposito di Rete ferroviaria italiana è caduta molta pioggia. Nonostante la copertura, evidentemente non impermeabilizzata o con qualche falla, il materiale sequestrato, coperto da un telo di plastica nero, presentava già un accumulo d'acqua in superficie. E proprio alla presenza degli inquirenti, rimasti increduli, ha ripreso a piovere all'interno del deposito. Adesso la procura sta dunque cercando un nuovo luogo in cui custodire il materiale rotabile sequestrato nell'ambito dell'inchiesta, anche se l'operazione potrebbe rivelarsi molto costosa. Il rischio, però, è che mantenere i binari nel deposito di Greco, esposti alle intemperie, possa danneggiare irreparabilmente il materiale, rendendo vani gli accertamenti previsti nell'ambito delle indagini.

Il deragliamento lo scorso 25 gennaio: tre morti e 46 feriti

Nel disastro ferroviario di Pioltello, avvenuto la mattina del 25 gennaio alle porte di Milano, tre persone sono morte e altre 46 sono rimaste ferite. Erano tutte a bordo del treno regionale 10452 partito da Cremona e diretto a Milano Porta Garibaldi, deragliato poco prima di entrare in stazione a Pioltello a causa, probabilmente, di un binario difettoso. Sull'incidente è stata aperta un'inchiesta per disastro ferroviario colposo che vede indagati vertici e dirigenti delle società Trenord e Rfi. Il tratto di binari in cui sarebbe avvenuto l'effettivo deragliamento (il convoglio ha poi proseguito per chilometri fuori dalle rotaie fino a schiantarsi con dei pali per l'alimentazione elettrica) è stato tagliato e prelevato dagli inquirenti, che lo avevano depositato in un luogo che reputavano idoneo per compiervi gli accertamenti.