Sono cento le "parti offese" nel disastro ferroviario di Pioltello del 25 gennaio 2018, tra cui le famiglie delle tre donne morte (Ida Milanesi, Giuseppina Pirri e Pierangela Tadini) e 97 persone ferite o che hanno subito traumi psicologici e disturbi da stress. Questo il numero indicato nelle carte dell'inchiesta, che arriverà a chiusura nei prossimi giorni, sulla strage. Nell'elenco delle parti offese, che potranno essere ammesse come parti civili nel processo per chiedere i danni, figurano oltre ai familiari delle vittime, 86 persone tra feriti gravi e persone che lamentano traumi o disturbi psicologici a seguito dell'incidente. Undici persone, invece, hanno riportato lesioni con prognosi inferiori ai 40 giorni.

Due nuovi indagati nel fascicolo per disastro ferroviario colposo

Nel fascicolo aperto dalla procura di Milano per il deragliamento del treno carico di pendolari, oltre agli undici indagati già noti con l'accusa di disastro ferroviario colposo, tra cui due manager e sette tra dipendenti e tecnici di Rfi (Rete ferroviaria italiana) e due manager di Trenord, nell'inchiesta, compaiono, stando a quanto riportato dall'Ansa, anche i nomi di Amedeo Gargiulo, all'epoca direttore dell'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie, ed un suo vice. Secondo la relazione finale dei consulenti tecnici nominati dai pm sulle cause del disastro, il deragliamento è stato causato da uno spezzone di rotaia di 23 centimetri che si è fratturato nel cosiddetto ‘punto zero', quello dove sono iniziate le scintille ben visibili nei video visionati dagli investigatori. Nel mirino degli inquirenti ci sono la scarsa manutenzione e i ritardi nella sostituzione del giunto deteriorato.