La famiglia di Carlotta Benusiglio, stilista milanese trovata impiccata il 31 maggio dello scorso anno in piazza Napoli, a Milano, continua nella sua incessante ricerca della verità sulle ultime ore di vita della 37enne. L'ultimo atto nell'inchiesta su istigazione al suicidio tuttora aperta contro ignoti è il deposito della consulenza di parte della famiglia Benusiglio. Nel documento, l'ingegnere elettronico Antonio Barili ha ricostruito le ultime ore di Carlotta, analizzando attentamente i filmati delle videocamere di sorveglianza che hanno documentato, purtroppo non nella sua interezza, la tragedia, che secondo l'autopsia va collocata tra le 4 e le 5 del mattino.

La perizia di parte alimenta sospetti sul fidanzato di Carlotta

La perizia di parte alimenta un sospetto: e cioè che la morte della stilista possa essere collocata prima, ossia poco dopo le 3.39. Orario in cui la donna e il fidanzato, su cui fin da subito si sono concentrati i sospetti dei famigliari di Carlotta, sono immortalati in maniera chiara da una telecamera di sorveglianza. Finora l'uomo – che non è mai stato indagato in relazione al presunto suicidio – ha sempre sostenuto di aver lasciato Carlotta in un punto preciso della piazza e di aver poi preso un taxi, senza averla seguita al centro dei giardini dove poi, all'alba, il cadavere della stilista è stato trovato. Ma le immagini depositate dalla consulenza (e trasmesse dalla trasmissione tv di Retequattro "Quarto Grado") sollevano il dubbio che una persona possa aver seguito Carlotta nei giardini. Le stesse immagini "trattate" (per poter essere meglio visibili) dal perito di parte, collocherebbero la morte di Carlotta alle 3.40 e 40 secondi. I secondi sono fondamentali nella vicenda: perché proprio pochi secondi dopo, alle 3.41 e 49, si vede una figura in allontanamento dal parco dirigersi verso il marciapiede. Dopo 37 secondi, alle 3.42 e 26, nuove immagini, questa volta nitide, mostrano la presenza del fidanzato di Carlotta nella piazza. Era lui ad aver seguito la sua fidanzata nei giardini? E se sì, perché non l'ha mai detto, e cosa ha fatto in quei pochi minuti (tra le 3.39 e le 3.42) in cui i due sarebbero rimasti insieme nel giardino dove poi la donna è stata trovata morta?

Lo stato delle indagini sulla morte di Carlotta Benusiglio

Spetterà adesso alla magistratura valutare quest nuove ipotesi suggerite dalla perizia di parte e rispondere eventualmente alle domande. Di certo, alla luce dei nuovi elementi emersi il pubblico ministero che indaga sul caso ha chiesto altri tre mesi di tempo per le indagini supplementari sul caso di Carlotta Benusiglio. Il pm titolare in origine del fascicolo, Antonio Cristillo, aveva chiesto l'archiviazione del caso come suicidio, sulla base degli elementi emersi dall'autopsia (assenza di segni riconducibili ad altre persone sul corpo della donna) e dall'insussistenza, a suo dire, di elementi che potessero far pensare a un'ipotesi diversa dal gesto volontario. Richiesta a cui i legali della famiglia della stilista, Gian Luigi Tizzoni e Pier Paolo Pieragostini, si erano opposti, chiedendo (e ottenendo) un supplemento di indagini (affidate a un altro pm, Gianfranco Gallo) che ha portato anche a una simulazione dinamica di quanto avvenuto in piazza Napoli la notte del 31 maggio dello scorso anno. Secondo gli avvocati della famiglia, oltre all'istigazione al suicidio, potrebbe esserci in campo un'altra ipotesi: quella di omissione di soccorso. Ma chissà che i nuovi elementi emersi dalla perizia non possano portare gli inquirenti a sondare anche altre ipotesi, che stravolgerebbero completamente quelle in campo finora.