Opinioni
23 Aprile 2019
7:37

Sarà un 25 aprile in cui toccherà resistere, resistere, resistere

No, non sarà un 25 aprile come tutti gli altri. Sarà un 25 aprile in cui occorrerà resistere, resistere, resistere, per evitare che venga distorta la Storia a proprio uso e consumo e per continuare a non cadere nel tranello di chi vorrebbe convincerci che è di sinistra chi è antifascista e non semplicemente democratico.
A cura di Giulio Cavalli

No, non sarà un 25 aprile come tutti gli altri. Sì, avremo le solite polemiche di chi non può fare passare una festa della Liberazione rivendicando le proprie origini fasciste e la propria nostalgia, ci saranno i soliti topi pronti ad uscire dalle fogne con qualche vile scritta che finirà sulle pagine di cronaca locali ma soprattutto, questo 25 aprile, o meglio l'idiosincrasia a questo 25 aprile, è sdoganata da un governo che si è spinto lì dove nessuno di noi poteva mai immaginare. Non è un caso, ad esempio, che nel comune brianzolo di Lentate sul Seveso, guidato da un semplice sindaco di Forza Italia, che dovrebbe essere per norma, moderato alla fine il 25 aprile si decide di non festeggiare nemmeno riducendo il tutto a una triste deposizione di fiori come si conviene a un funerale stanco, una funzione che debba avvenire per forza.

No, non sarà un 25 aprile come tutti gli altri se sul cancello del comune è apparso uno striscione che recita "se il partigiano contraddirai minacce riceverai" e che gioca, al solito secondo la retorica dell'estrema destra a dipingere le vittime come carnefici piagnucolando nonostante lo sdoganamento ormai totale di un Paese che non riconosce più di essere quello che è proprio grazie ai partigiani e di essere passato a una democrazia (che permette a loro di esprimere liberamente le loro orribili idee finché non lambiscono l'apologia) che ci ha permesso di diventare uno Stato moderno e repubblicano.

Sarà un 25 aprile in cui occorrerà resistere, resistere, resistere, per evitare che venga distorta la Storia a proprio uso e consumo e per continuare a non cadere nel tranello di chi vorrebbe convincerci che è di sinistra chi è antifascista e non semplicemente democratico. Sarà un 25 aprile in cui bisognerà resistere, resistere, resistere per non cadere negli infiniti tranelli di una comunicazione che vorrebbe farci credere che la Liberazione è roba ormai vecchia, superata dagli eventi (che varrebbe a dire che la Costituzione sia carta straccia) e che Casapound ha tutto il diritto di recriminare i propri valori pur essendo incostituzionali.

Sarà un 25 aprile in cui toccherà resistere, resistere, resistere perché questa aria malsana si porta addosso tutti gli stilemi di un tempo in cui essere deboli, diversi, impreparati o semplicemente altri è diventata una colpa inestinguibile. Sarà un 25 aprile in cui ci toccherà resistere, resistere, resistere perché in molti cercheranno di convincerci che Forza Nuova o Casapound siano delle forze che occorrono politicamente nel recinto della Costituzione e invece non è così. Ci toccherà insistere per tenere vivo il ricordo. Per ricordare i giusti. E per decidere da che parte stare. Che in italiano significa essere partigiani.

Autore, attore, scrittore, politicamente attivo. Racconto storie, sul palcoscenico, su carte e su schermo e cerco di tenere allenato il muscolo della curiosità. Collaboro dal 2013 con Fanpage.it, curando le rubriche "Le uova nel paniere" e "L'eroe del giorno" e realizzando il format video "RadioMafiopoli". Quando alcuni mafiosi mi hanno dato dello “scassaminchia” ho deciso di aggiungerlo alle referenze.
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