Laura Ferrari, sindaca di Lentate sul Seveso
in foto: Laura Ferrari, sindaca di Lentate sul Seveso

A Lentate sul Seveso, in provincia di Monza e Brianza, quest'anno non si celebrerà il 25 Aprile. Per il 74esimo anniversario della Liberazione il Comune ha deciso di non organizzare nessuna cerimonia ufficiale: ci sarà solo la deposizione di una corona di fiori in memoria dei caduti. A prendere questa decisione è stata la sindaca Laura Ferrari, esponente di Forza Italia e moglie del senatore leghista Massimiliano Romeo, capogruppo del Carroccio a Palazzo Madama. La prima cittadina ha motivato così la sua decisione: "Abbiamo preso un anno sabbatico per invitare a una riflessione – ha spiegato al "Corriere della sera" – La Resistenza democratica e liberale appartiene a tutti. Non è corretto che una parte politica se ne impadronisca". A quanto pare la sindaca non ha apprezzato quanto avvenuto lo scorso anno, quando la senatrice Lucrezia Ricchiuti di Liberi e uguali tenne un discorso "apertamente politico" nel corso della cerimonia organizzata dalla sezione locale dell'Anpi: "L’anno prossimo per il 75esimo torneremo a celebrare il 25 aprile con una manifestazione apolitica e apartitica per restituire il 25 aprile a tutti gli italiani", ha detto la sindaca.

L'Anpi: Decisione grave e incomprensibile

A Lentate, e non solo, infuriano le polemiche: "Nessun sindaco, di nessun colore politico, può permettersi di mettere in discussione una ricorrenza che ha segnato la storia del nostro Paese – attacca la sezione locale del Partito democratico – Il sindaco è il maggiore rappresentante a livello locale delle nostre istituzioni, e come tale deve farsi garante della Costituzione della nostra Repubblica, della memoria e della nostra storia". Dal Pd proseguono: "La festa della Liberazione non è la festa di una bandiera politica, è la festa di tutti, anche di quelli come nel caso della nostra amministrazione comunale, che possono permettersi la ‘libertà' di decidere quale festa sia più o meno importante, ignorando probabilmente il peso storico di questa data, e il percorso che vi ha portato. Noi non abbiamo bisogno di anni sabbatici". Dure critiche anche dalla sezione dell'Anpi di Monza e Brianza, che in una nota parla di una decisione "grave ed incomprensibile" che si ricollega alle dichiarazioni di "alcuni autorevoli esponenti politici dell’attuale maggioranza di governo": "Temiamo che sia in atto un tentativo di sminuire e di non riconoscere il valore della Resistenza e dell’enorme contributo che essa ha dato per la sconfitta del fascismo e per la riconquista della libertà e della democrazia", ha scritto l'Anpi, che ha chiesto all’amministrazione di ripensare alla sua decisione e, in caso contrario, ha annunciato il proprio contributo per fare in modo che a Lentate si celebri lo stesso la Liberazione.