Il sindaco di Legnano, Gianbattista Fratus
in foto: Il sindaco di Legnano, Gianbattista Fratus

Che gran personaggio del cambiamento il sindaco di Legnano Giambattista Fratus, sindaco di Legnano e arrestato insieme al suo vicesindaco (arrestato per non avere la possibilità di manomettere le prove, eh, tenetelo bene a mente) che aveva deciso di dimettersi dopo le accuse di corruzione e turbativa d'asta lo scorso 16 maggio e invece ora ci ha ripensato, guarda un po', perché dice di non avere mica il tempo di aspettare i tempi della giustizia (lui) e allora continua a fare il sindaco sotto arresto come se nulla fosse. E, badate bene, continua a fare il sindaco da casa sua, che non può abbandonare poiché è ai domiciliari, come se alla città non serva un sindaco a tempo pieno. No. Ora il punto sono i tempi della giustizia. Ha imparato in fretta Fratus il comandamento del suo capitano: sviare l'attenzione dalla luna al dito e provare a barcamenarsi come si può. Missione compiuta, non c'è che dire.

Ma a rendere la cosa ancora più rivoltante è proprio il comunicato stampa della Lega attraverso il suo segretario lombardo Paolo Grimoldi che dice: «E' la miglior decisione. Abbiamo piena fiducia nella giustizia e siamo certi che verrà fatta totale chiarezza sulla posizione di Fratus, e che non resteranno ombre su di lui, ma l'amministrazione di un Comune importante come Legnano non può attendere i tempi lunghi della nostra giustizia". Dice Grimoldi, "che non sarebbe giusto un passo indietro, neppure nei confronti dei cittadini di Legnano che con il loro voto hanno scelto Fratus come loro sindaco, non sarebbe giusto attendere i tempi troppo lunghi della giustizia, per cui come Lega diciamo e ripetiamo a gran voce che siamo tutti con Giambattista Fratus e sposiamo la sua scelta di ritirare le dimissioni ". Capito? Siccome il voto ha votato allora non sarebbe giusto attendere i tempi troppo lunghi della giustizia. Questi del governo del cambiamento anno gli stessi slogan di Silvio Berlusconi, lo stesso modus operandi, e non fingono nemmeno di essere nuovi almeno nel trovare le giustificazioni. Roba da mettersi le mani nei capelli se non ci fosse in mezzo una città intera che si ritrova senza sindaco e con un consiglio comunale decapitato.

Poi ci son quelli del Movimento 5 Stelle, fantastici come sempre, che insistono nel fare opposizione ai propri alleati di governo con una certa confusione di ruoli. Scrivono che è tutto «inaccettabile e assurdo» (e in effetti lo è) ma si dimenticano che basterebbe una telefonata al proprio capo politico piuttosto che una nota stampa per provare a cambiare le cose.

Il garantismo del governo del cambiamento è il solito vecchio garantismo degli ultimi decenni che viene abusato e strapazzato per difendere l'indifendibile e che scarica sulla Giustizia la colpa di fare il proprio lavoro. È quello che vorrebbe che la volontà popolare sia al di sopra della legge e della Costituzione come se la giustizia fosse un orpello da usare a proprio piacimento. E intanto, mentre si consumano vergogne come quella legnanese il ministro dell'interno fa finta di niente, continua la sua campagna elettorale permanente e ci ricorda tutti i giorni le malefatte degli altri dimenticandosi le proprie. Alla grande. Avanti così.