È arrivata la decisione favorevole del consiglio comunale di Milano sul pubblico interesse del progetto per un nuovo stadio di San Siro, presentato da Inter e Milan. L'ordine del giorno della maggioranza che impegna la giunta del sindaco Giuseppe Sala a iniziare le discussioni con i club (un sì condizionato 16 "paletti") è arrivato con 27 voti favorevoli, 11 contrari e 8 astenuti.

San Siro, via libera del consiglio comunale al pubblico interesse del progetto

La maggioranza di centrosinistra ha presentato un ordine del giorno indirizzato alla giunta, che delinea un primo via libera al progetto dei club. Il documento pone alcuni ‘paletti' per valutare se esista o meno un interesse pubblico per il progetto da 1,2 miliardi delle società milanesi. Il primo paletto è il salvataggio del vecchio stadio dalla demolizione, prevista nei piani dei club, per fare spazio a un grande distretto multifunzionale. "L’ipotesi di abbattimento dello stadio Meazza si ritiene superata. Deve pertanto essere prevista una proposta specifica in merito alla rifunzionalizzazione del manufatto esistente", si legge. Il secondo è la riduzione delle volumetrie previste. Il Piano di governo del territorio cittadino le limita allo 0,35, il progetto delle squadre prevede un livello quasi doppio, 0,63.

Sedici condizioni per il sì al progetto

Tre le sedici condizioni poste da Palazzo Marino c'è anche la richiesta di garanzie economiche sul fatto che i lavori, una volta iniziati, saranno completati anche se una delle due società dovesse passare di mano. Il consiglio inoltre con il documento approvato chiede che "il progetto sia il volano per la rigenerazione urbana", abbia "l’obiettivo prioritario di minimizzare l’impatto ambientale", preveda "un incremento significativo di verde pubblico fruibile", che "sia rafforzata la vocazione sportiva dell’area".

Parte la trattativa tra giunta comunale e club

Sulla base di queste indicazioni l'esecutivo municipale potrà ora iniziare la trattativa con i vertici rossoneri e nerazzurri per la realizzazione del nuovo impianto. Dopo i pareri della Sovrintendenza, dalla conferenza dei servizi e del Politecnico, tutti favorevoli alla riutilizzo, anche parziale, del vecchio impianto per nuove funzioni, l'indirizzo è ora quello di studiare la conversione. Da capire se per scopi sportivi, commerciali o di altro tipo.

Sala: Contento del via libera, ma progetto attuale non accettabile

"Sono contento del parere favorevole, ma quello che ne ricavo è che il progetto come è oggi non è un progetto che è accettabile. Quindi è da qua che si ricomincia a lavorare a livello di giunta", è il primo commento del sindaco dopo il voto. Sala ha aggiunto che "i volumi che sono stati chiesti sono volumi non realistici, sono eccessivi e che uno sforzo per salvaguardare San Siro va fatto o perlomeno bisogna essere assolutamente certi che non c’è possibilità in qualche modo di salvarlo".

Al centro del dibattito anche i dubbi sul canone di 5,1 milioni di euro all’anno previsto per il diritto di superficie dell'area, quasi la metà rispetto all'affitto di 9,9 milioni versato ora per il Meazza. Altra condizione richiesta è che i biglietti rimangano (almeno in parte) a prezzi popolari. L'aula chiede ora "la riduzione della durata della concessione" e "un canone coerente rispetto alla struttura economica del progetto".

Il dibattito in aula

Ha votato a favore dell'interesse pubblico anche parte dell'opposizione, tra cui Forza Italia e la lista Parisi. Nella maggioranza si registrano i voti contrari dei consiglieri Carlo Monguzzi, Alessandro Giungi e l'astensione di Milly Moratti. Nel corso della discussioni in aula anche le opposizioni hanno presentato i loro ordini del giorno. Forza Italia si è schierata a favore dell'interesse pubblico con un documento che pone come condizione la tutela del Meazza con destinazione museale. La Lega ha annunciato invece di voler chiedere che il Meazza sia dichiarato patrimonio dell’Unesco. Il consigliere Simone Sollazzo, M5S, con ha presentato due odg: uno contro la demolizione dello stadio e uno in favore di un referendum cittadino.