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Il rettore del Politecnico di Milano, Ferruccio Resta, ha espresso un parere preliminare negativo sulla possibilità di ristrutturare lo stadio Meazza di San Siro. "Il Meazza fa fatica a recepire le specifiche attraverso una ristrutturazione seppur pesante per la sua storia fatta di interventi successivi legati ad aumentare più la capienza che la resilienza della struttura", ha spiegato il rettore durante durante la commissione congiunta Bilancio, urbanistica, demanio e sport che si è riunita oggi, venerdì 18 ottobre, a Palazzo Marino. Resta ha poi però aperto alla possibilità di mantenere in piedi il Meazza non come stadio di calcio, ma come impianto adibito ad altri usi: "Un discorso completamente separato è quello di come valorizzare il manufatto del Meazza: ci sono esempi internazionali di valorizzazione di manufatti simili a uso culturale, sportivo, museale".

Critiche bipartisan dopo il parere del Politecnico

Il parere negativo del Politecnico era in qualche modo atteso. Il prestigioso ente di formazione milanese, come tra l'altro noto pubblicamente, è infatti "advisor" delle società di calcio di Inter e Milan nel progetto legato alla costruzione di un nuovo impianto di calcio da realizzare nel quartiere di San Siro. In ogni caso il fatto che il rettore sia stato audito a Palazzo Marino e il parere negativo espresso ha scatenato polemiche bipartisan, incentrate proprio sulla non terzietà del Politecnico: "Avevo chiesto per primo che venisse fatta una perizia terza, ovvero uno studio realizzato da un soggetto indipendente senza rapporto di collaborazione con le società che ci possa mettere al riparo da eventuali rimostranze della Corte dei Conti qualora cercassimo di demolire un nostro bene – ha commentato il capogruppo di Forza Italia Fabrizio De Pasquale -. Le domande a cui la perizia dovrebbe rispondere sarebbero: è vero che non si può giocare nell’attuale stadio? È vero che non ci sono soluzioni ponte per garantire non si possa giocare con i cantieri aperti?". Dalla parte politica opposta, anche il capogruppo di Milano in Comune Basilio Rizzo ha accusato gli advisor del Politecnico di essere di parte: "Se hanno fatto bene o male lo giudicano i loro committenti, già il fatto di dire che lavoreranno per un anno vuol dire dare per scontato che si dica di sì all’abbattimento. Gli advisor hanno lavorato sulle specifiche delle due squadre, ma il vero problema è che noi abbiamo specifiche diverse. Se il progetto è commissionato da un privato, è nell’interesse del privato".

Sull'interesse pubblico o meno era intervenuto già ieri anche il consigliere comunale del Pd Carlo Monguzzi, presidente della Commissione consiliare Mobilità e ambiente. Le sue parole erano state molto chiare: "Nel 2019 serve minor consumo di suolo, meno produzione di detriti da demolizione, meno materie prime per nuove costruzioni, niente nuovi centri commerciali, non certo torri per appartamenti di lusso e molti molti più alberi… e questo è secondo me l'interesse pubblico – aveva scritto in una nota -. E quindi secondo me, la proposta di Milan Inter c'entra nulla con l'interesse pubblico". Anche il capogruppo del Partito democratico a Palazzo Marino, Filippo Barberis, ha espresso criticità dopo aver ascoltato il parere del Politecnico: "Ho bisogno di sapere quali sono i punti di delta più significativi che l’attuale struttura non riesce a ottenere se comparata ai top club europei e alle esigenze delle squadre", ha detto Barberis, che ha poi sottolineato anche la questione ambientale: "Dobbiamo avere chiaro non solo l’impatto ambientale di ciò che può essere demolito ma anche quello che la nuova struttura può generare in termini ambientali. Il punto sull’ambiente è punto di equilibrio. È necessario capire se i sacrifici in termini di materie, cantieri e demolizioni valgono la candela.

Bestetti: Parere del Politecnico autorevole, ma di parte

Sulla questione della possibile demolizione dello stadio di San Siro in Consiglio comunale si registra insomma una certa compattezza, come aveva sottolineato alcuni giorni fa il consigliere del M5s Simone Sollazzo in un'intervista a Fanpage.it: "Sono convinto che ci sia la possibilità con un'azione politica di frenare le squadre e fare ridiscutere da capo, riflettendo anche sull'utilizzo di San Siro se venisse salvato dalla demolizione – aveva detto Sollazzo – Molto però dipenderà dal sindaco, che è l'elemento più influente nella partita". Non è comunque solo in Consiglio comunale che Milan e Inter incontrano resistenze. Di un parere "sicuramente molto autorevole ma di parte, quindi inadatto a determinare la decisione sull'eventuale interesse pubblico alla demolizione del Meazza", ha parlato infatti anche il presidente del Municipio 7 di Milano (che comprende l'area di San Siro), Marco Bestetti (Forza Italia): "Il Politecnico di Milano è una realtà accademica di assoluto rispetto, ma svolgendo un ruolo di consulenza per le società Milan e Inter proprio sullo sviluppo del Masterplan per il nuovo stadio, non può certo definirsi terza e imparziale su questo specifico progetto. Insistiamo quindi con la nostra richiesta di subordinare la decisione sull'interesse pubblico agli esiti di un approfondito studio tecnico ed economico condotto da un soggetto veramente terzo rispetto ai club e di comprovata esperienza internazionale nell'ambito dei grandi impianti sportivi", ha concluso Bestetti in una nota.