L'indiscrezione è stata adesso confermata: Roberto Maroni non si ricandiderà alle prossime elezioni regionali lombarde. L'attuale governatore della Lombardia ha confermato la propria decisione nel corso della riunione di giunta che si è tenuta a Palazzo Lombardia, ribadendo che alla base della sua decisione ci sarebbero non meglio precisati "motivi personali". Secondo alcune fonti qualificate citate dall'agenzia di stampa Ansa, Maroni avrebbe indicato nell'ex sindaco di Varese, Attilio Fontana, il candidato adatto a sostituirlo alle prossime elezioni regionali, che si terranno il 4 marzo in contemporanea con quelle Politiche. Il nome del leghista Fontana, che oltre ad essere stato sindaco di Varese per 10 anni è stato anche presidente del Consiglio regionale lombardo, era stato fatto anche dal segretario leghista Matteo Salvini.

La candidatura di Attilio Fontana potrebbe essere ufficializzata nel pomeriggio.

Il centrodestra lombardo resta al momento senza un candidato ufficiale, anche se il vuoto dovrebbe essere colmato nelle prossime ore. Per sostituire Maroni si erano fatti anche i nomi di Mariastella Gelmini, coordinatrice regionale di Forza Italia ed ex ministro, e del leghista Giancarlo Giorgetti, stratega del Carroccio. Sull'azzurra però era arrivato il veto di Salvini, che aveva affermato che la Lega non avrebbe rinunciato alla Lombardia anche in caso di defezione di Maroni. Da qui il nome di Fontana, che troverebbe d'accordo tutto il centrodestra: la sua candidatura potrebbe essere presentata già nel pomeriggio. Nel frattempo, Maroni ha incontrato la stampa per fare un bilancio sui suoi cinque anni di governo: tra i successi che si è intestato soprattutto il referendum sull'autonomia dello scorso 22 ottobre: "Voglio più competenze e più risorse", ha detto il governatore, che ha spiegato di voler chiudere un accordo col governo prima del voto sulle competenze da trasferire alla Regione.

Maroni: Scelta personale per la quale chiedo rispetto.

Ai giornalisti Maroni ha chiarito i motivi della sua scelta: "È stata una legislatura molto importante e impegnativa, condotta senza lesinare impegno da parte mia. Abbiamo ottenuto risultati significativi. Confermo che non mi ricandiderò alla guida della Regione Lombardia, decisione personale che ho preso in piena autonomia che ho condiviso con il segretario Salvini e Berlusconi tempo fa, ma che abbiamo convenuto di non comunicarlo fino a ieri. Decisione che ho preso per motivazioni personali, non c'entrano la salute né altre questioni. È una decisione mia personale, per la quale chiedo rispetto. Con la politica ho una lunga storia d'amore, che nasce con Bossi e dura da un quarto di secolo. Una storia di impegno nelle istituzioni: come tutte le storie d'amore non finirà mai". Infine, Maroni ha parlato delle elezioni Politiche: "Di Maio per me è una Raggi al cubo. Se dovesse andare Di Maio al governo io temo che l'Italia possa finire come spelacchio". Rispondendo alle domande dei cronisti, il governatore ha lasciato aperto uno spiraglio aperto per una sua eventuale candidatura alle Politiche: "Sono a disposizione se qualcuno dovesse pensare che possa essere utile".