In Lombardia c'è chi utilizza gli indirizzi dei malati di tumore per fare campagna elettorale. La denuncia arriva da Giorgio Gori, candidato governatore del Pd alle prossime Regionali del 4 marzo. Sulla propria pagina Facebook Gori ha pubblicato la foto di una lettera inviata a una paziente da Alessandro Testori, famoso oncologo che per 22 anni ha lavorato all'Istituto europeo di oncologia (lo Ieo fondato da Umberto Veronesi) e che da marzo 2017 lavora presso una struttura convenzionata con la Regione.

Il testo della lettera inviata agli ex pazienti dello Ieo

Nella missiva, inviata evidentemente a tutti i suoi ex pazienti, il medico premette di averne gli indirizzi proprio perché passati dallo Ieo e curati dall'oncologo in passato. Successivamente, dopo aver indicato il suo nuovo posto di lavoro, l'oncologo tesse le lodi della Sanità lombarda e dell'assessore regionale al Welfare uscente, Giulio Gallera. In chiusura, c'è la dichiarazione del sostegno dell'oncologo a Gallera (un endorsement) e l'invito ai pazienti a votare Gallera (candidato nelle liste di Forza Italia) alle prossime regionali.

"Curare i malati di tumore e poi usarne gli indirizzi per fare campagna elettorale: pensavo si trattasse di un malcostume appartenente ad un’altra epoca. E invece devo constatare che in questa regione l’ingerenza della politica sulla sanità è ancora all’ordine del giorno", ha commentato Giorgio Gori su Facebook, dove il suo posto ha ottenuto centinaia di condivisioni. Il candidato dem ha poi sottolineato i punti salienti della lettera, aggiungendo un ultimo dettaglio: "La cosa, di per sé molto grave, è resa ancora più spiacevole da un dettaglio: la destinataria della lettera, una donna, è purtroppo deceduta nel 2011, del tumore per cui era in cura". Tanti i commenti di pazienti arrabbiati, evidentemente oggetto anche loro di lettere elettorali: "Noi non siamo una mailing list di un ospedale o di un medico!!! Noi non siamo indirizzi mail da spammare con la tua propaganda!", ha scritto un'utente, mentre un altro ha evidenziato che si tratta di una "triste e, francamente, vergognosa prassi". Per il momento l'assessore Giulio Gallera non ha rilasciato commenti in proposito.