Monte Martica in fiamme (Foto Instagram)
in foto: Monte Martica in fiamme (Foto Instagram)

È accusato di aver appiccato, in maniera colposa, il rogo che a inizio gennaio distrusse circa 370 ettari di bosco sul Monte Martica, nel Varesotto. E adesso i carabinieri forestali hanno presentato il conto all'operaio che, lavorando con un flessibile vicino al bosco, avrebbe provocato l'incendio. Un conto salatissimo: oltre sette milioni e 400mila euro. La vicenda è riportata dal quotidiano "La Prealpina" e ricorda molto da vicino quanto accaduto a Sorico, nel Comasco, nel dicembre dello scorso anno. In quella circostanza sarebbero stati due studenti universitari, che volevano trascorrere il Capodanno tra i boschi nella casa del nonno di uno dei due, a causare un vasto incendio nel tentativo di fare una banale grigliata. Appena un mese fa, ad aprile, è stato notificato ai due un conto da oltre 13 milioni di euro per aver mandato in fumo oltre 110 ettari di boschi sull'Alto Lario e aver causato anche la morte di alcuni animali ospitati presso un agriturismo.

L'operaio che avrebbe causato il rogo è accusato di incendio boschivo doloso

Meno alta, ma comunque stratosferica la somma che dovrà pagare l'operaio che, con la sua "leggerezza", causò l'incendio che per diversi giorni tenne impegnati decine di vigili del fuoco all'inizio di quest'anno. L'uomo non si sarebbe reso conto che l'utilizzo di un flessibile vicino al bosco avrebbe potuto causare delle scintille pericolose per il fogliame. Cosa che effettivamente avvenne lo scorso 3 gennaio: le fiamme, favorite dal sottobosco reso secco da un lungo periodo di siccità e dal vento, divamparono in fretta. Per l'operaio, oltre alla sanzione amministrativa notificata dai carabinieri forestali, deve rispondere anche penalmente del suo comportamento: è stato infatti denunciato a piede libero per incendio boschivo colposo.