Niccolò Bettarini in tribunale a Milano (LaPresse)
in foto: Niccolò Bettarini in tribunale a Milano (LaPresse)

I quattro ragazzi accusati di aver aggredito e accoltellato Niccolò Bettarini, 20enne figlio dell'ex calciatore Stefano e di Simona Ventura, sono stati condannati a pena comprese tra i cinque e nove anni di carcere. Lo ha deciso il giudice Guido Salvini al termine del processo con rito abbreviato che si è celebrato nel tribunale di Milano. Presente a Palazzo di giustizia anche lo stesso Niccolò che si era costituito parte civile al processo, anche se aveva annunciato che avrebbe rinunciato al risarcimento milionario (un milione di euro) chiesto per legge dal suo avvocato, Alessandra Calabrò.

 

L'aggressione a Niccolò Bettarini lo scorso 1 luglio

Niccolò Bettarini era stato aggredito con calci, pugni e coltellate lo scorso 1 luglio all'esterno della discoteca Old Fashion di Milano. Aveva riportato una ferita seria a un braccio che gli aveva procurato una lesione a un nervo ed era stato sottoposto a un intervento chirurgico. Secondo il pubblico ministero Elio Ramondini gli aggressori avrebbero potuto uccidere il ragazzo se non fossero intervenuti degli amici di Bettarini a salvarlo. Per l'aggressione erano stati arrestati i quattro ragazzi poi finiti imputati nel processo con rito abbreviato il cui primo atto si è concluso oggi: Davide Caddeo, accusato di aver materialmente sferrato le coltellate (anche se lui aveva ammesso di aver colpito Bettarini una sola volta), Alessandro Ferzoco, Andi Arapi e Albano Jakej, tutti di età compresa tra i 23 e i 29 anni. Per i quattro, accusati di tentato omicidio, il pubblico ministero aveva chiesto dieci anni di reclusione. La pena più alta è stata inflitta proprio a Caddeo, condannato a nove anni di reclusione. L'accusa del pm ha retto per tutti gli imputati, nonostante i loro avvocati avessero tentato di far derubricare l'imputazione da tentato omicidio a lesioni o rissa con le attenuanti generiche, l'attenuante della provocazione e il minimo della pena. Richiesta che il giudice Salvini non ha evidentemente accolto: adesso si dovranno attendere le motivazioni prima del probabile ricorso dei quattro giovani.