A diversi giorni dall'inizio di quella che sembra un'epidemia di polmonite in corso nelle province di Brescia e Mantova, arrivano le prime certezze sulle cause del contagio: "Abbiamo la certezza che si tratta di polmonite batterica", ha detto l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera, che ha poi aggiunto: "Sono in aumento i casi di legionella, e questo ci fa pensare che il batterio in questione sia proprio la legionella". Si tratterebbe dunque dello stesso batterio che, a luglio, aveva contagiato una cinquantina di persone a Bresso, a nord di Milano, provocando la morte di cinque pazienti, tutti già con sistema immunitario compromesso a causa di altre malattie. L'assessore, che ha riferito in Consiglio regionale, ha anche fornito i numeri aggiornati sull'epidemia: "A ieri fino alle ore 20 vi sono stati 235 accessi al pronto soccorso, 196 sono le persone attualmente ricoverate, 12 le persone che hanno rifiutato il ricovero o che sono state dimesse, due i decessi, uno con una diagnosi accertata di legionella", al contrario di quanto era emerso negli scorsi giorni. L'ultimo contagio riguarda un ragazzo bresciano di 29 anni, che si è presentato al pronto soccorso di Gavardo con i sintomi dell'infezione batterica ed è ora ricoverato, in condizioni gravi ma stabili, all'ospedale San Gerardo di Monza.

Le scuole apriranno regolarmente

La situazione nel Bresciano e nel Mantovano, dove si contano quindi oltre 200 casi, è costantemente monitorata dall'agenzia per la tutela della salute, dall'Istituto superiore di sanità e dal Ministero della Salute. Nonostante la comprensibile paura dei residenti, nessuno dei sindaci dei Comuni maggiormente interessati dai contagi ha disposto ordinanze di chiusura delle scuole (che, a parte quelle dell'infanzia, apriranno domani, 12 settembre): "Se solo ci fosse stato il minimo rischio saremmo intervenuti", ha affermato all'Ansa il sindaco di Carpenedolo, Stefano Tramonti, mentre anche il suo collega di Montichiari, Mario Fraccaro, ai microfoni di Fanpage.it ha rassicurato sul normale inizio dell'anno scolastico. Un'ulteriore conferma è poi arrivata anche dall'assessore Gallera: "La legionella non si propaga bevendo l'acqua o per contagio tra persone, non vi è alcun motivo per chiudere le scuole".

La procura di Brescia indaga per epidemia colposa

L'altra certezza sulla vicenda è che i contagi si sono concentrati in un periodo di tempo compreso tra il 2 e il 7 settembre. Sul caso indaga anche la procura di Brescia: il sostituto procuratore Maria Cristina Bonomo ha aperto un fascicolo contro ignoti per epidemia colposa, affidando ai carabinieri del Nas il compito di effettuare indagini sulla rete idrica dei comuni interessati dai casi di polmonite. Ieri l'assessore al Welfare Gallera aveva spiegato che anche l'aria sarà monitorata, alla ricerca della fonte del contagio. Intanto l'autopsia eseguita su una donna di 69 anni deceduta a Mezzane di Calvisano, uno dei due decessi sospetti avvenuti dopo l'epidemia di polmonite, ha escluso che la morte possa essere collegata alla malattia.

Cos'è la legionella

La Legionella pneumophila è un batterio che vive in ambienti umidi e caldi dove prolifera. Il batterio causa la legionellosi, una malattia che si manifesta con diversi sintomi come febbre, brividi e tosse. Non si trasmette da persona a persona, attraverso gli alimenti né bevendo e utilizzando l'acqua per alimenti, ma solo per inalazione, ad esempio attraverso le goccioline di vapore. D'estate, dunque, considerando le alte temperature, è più probabile che il batterio, che può proliferare all'interno delle condutture, nei serbatoi d'acqua o nei sanitari delle abitazioni, si diffonda.