in foto: Il 39enne Alessandro Garlaschi e la sua vittima, la 19enne Jessica Valentina Faoro

In un biglietto, scritto a penna da Alessandro Garlaschi, il tranviere 39enne avrebbe appuntato il suo "chiaro interesse sessuale" per Jessica Valentina Faoro, la 19enne che l'uomo ha ucciso mercoledì scorso in via Brioschi, a Milano. Lo ha scritto il giudice per le indagini preliminari Anna Calabi nell'ordinanza con cui, ieri, ha convalidato il fermo del 39enne disponendo per l'uomo la misura cautelare in carcere. Garlaschi, che è a San Vittore (controllato a vista) da mercoledì pomeriggio, agli agenti della squadra mobile intervenuti nella sua abitazione, dove ospitava da alcuni giorni in subaffitto la 19enne, aveva detto di averla colpita per difendersi durante un litigio. Poi si è chiuso nel più completo mutismo, avvalendosi della facoltà di non rispondere sia davanti al pubblico ministero sia davanti al gip nel corso dell'interrogatorio di garanzia.

Ciao bimba, tvb, sei dentro al mio cuore.

La versione del 39enne è ritenuta poco attendibile per una serie di fattori. Dall'ordinanza del gip ne sono emersi altri due: il primo è il messaggio manoscritto che Garlaschi aveva lasciato alla 19enne: "Ciao bimba sai che tvb. E ci tengo un casino a te! Ti giuro e te lo scrivo, sei dentro al mio cuore". Indicativo dell'interesse sessuale non corrisposto che sarebbe alla base dell'omicidio secondo gli inquirenti. Il secondo è che l'assassino avrebbe ucciso la 19enne con 40 coltellate, elemento che emergerebbe da una prima relazione del medico legale. Una ferocia inaudita, dunque, che si aggiunge al tentativo da parte del 39enne di disfarsi del corpo di Jessica: il suo cadavere era stato trovato nascosto parzialmente sotto il divano letto che Garlaschi e la moglie – completamente estranea alla vicenda – avevano riservato alla giovane. Il corpo, a cui Garlaschi aveva cercato di dare fuoco, era in parte avvolto dal cellophano e in parte in un borsone.

Secondo il giudice Garlaschi ha agito con lucidità.

Ma sono numerose le prove che incastrano Garlaschi e smontano la sua versione: "Ha agito con determinazione atteso il numero di fendenti inferto alla vittima e con lucidità ha gestito la fase successiva rimanendo presso l'abitazione alcune ore ove ha inizialmente tentato di cancellare le prove del delitto e pensato di occultare il cadavere della vittima e di disfarsene come riferito dallo stesso indagato – scrive il giudice nell'ordinanza, aggiungendo poi che il tranviere – si è sbarazzato dei propri indumenti coperti di sangue occultandoli tra la spazzatura del condominio, ha dato fuoco al corpo della vittima per poi cercare di collocarlo all'interno di due grossi borsoni probabilmente al fine di trasportarlo altrove e ha tentato di cancellare le tracce del reato lavando il coltello e il pavimento della stanza ove è avvenuto l'omicidio; e che, successivamente e in un primo momento, si è allontanato dal luogo del delitto".