Non ce l'ha fatta A.M., la donna di 39 anni che era in coma dallo scorso 5 marzo dopo essersi sentita male durante un intervento di liposuzione a Seregno, in provincia di Monza e Brianza. I medici dell'ospedale San Gerardo di Monza, dove la donna era ricoverata, hanno dichiarato la morte cerebrale della paziente e hanno informato i famigliari della 39enne che hanno espresso la volontà di donare gli organi. Le condizioni della paziente non erano mai migliorate dal momento del suo ricovero d'urgenza. La donna, un'impiegata di Desio, si era sentita male nello studio di un chirurgo plastico a Seregno dove si era recata per una liposuzione. Subito dopo l'iniezione per l'anestesia la 39enne era finita in arresto cardiocircolatorio. Prima lo stesso medico e poi i soccorritori avevano provato a rianimarla, ma il danno cerebrale causato dalla mancanza di ossigeno si è rivelato troppo grave.

Per tre giorni la donna, che lavorava nel reparto amministrativo del San Raffaele e la cui famiglia è originaria di Salerno, ha lottato tra la vita e la morte su un letto del reparto di Terapia intensiva neurochirurgica dell'ospedale San Gerardo di Monza. Ma già in un bollettino diffuso ieri i medici erano apparsi pessimisti, non rilevando alcun miglioramento nelle condizioni della paziente. Condizioni che si sono ulteriormente aggravate nelle ultime ore: le terapie effettuate, in particolare l’ipotermia terapeutica, non sono state sufficienti a frenare il danno cerebrale causato dall’arresto cardiocircolatorio. L'edema cerebrale si è ingrandito e sono comparse anche lesioni ischemiche diffuse. L'epilogo alle 10.35 di oggi quando i medici hanno dichiarato la morte cerebrale della paziente informandone i famigliari, che hanno deciso per un ultimo gesto all'insegna della generosità: gli organi della loro parente potranno salvare la vita ad altre persone.

Si aggrava la posizione del medico

La morte della 39enne rischia inevitabilmente di aggravare la posizione del medico che gli ha praticato l'anestesia prima dell'intervento di liposuzione ai glutei. Il professionista risultava indagato per lesioni personali colpose gravissime, accusa che adesso passerà a quella di omicidio colposo. Restano naturalmente tutte da accertare le eventuali responsabilità del medico nella tragedia: i carabinieri del Nas negli scorsi giorni avevano già posto sotto sequestro il suo studio in via Stoppani a Seregno e tutta l'attrezzatura utilizzata per l'intervento di chirurgia estetica alla 39enne.