Oltre il danno, la beffa. Si potrebbe riassumere così quanto accaduto questa mattina all'Arco della Pace, a Milano, ad alcuni ristoratori e proprietari di bar che stavano protestando contro il governo a causa della crisi economica che il settore sta attraversando per via dell'emergenza Coronavirus. La protesta, che doveva essere un flash mob con una cinquantina di sedie vuote disposte davanti all'Arco della pace organizzato a favore delle telecamere della trasmissione "L'aria che tira di La7" e dell'agenzia di stampa LaPresse, è stata infatti interrotta dalla polizia. Agenti della Digos hanno prima identificato e poi multato alcuni dei partecipanti, una quindicina in tutto, che si sono così trovati a dover pagare delle sanzioni da 400 euro l'una per aver violato il divieto di assembramento previsto dai vari Dpcm emanati durante l'emergenza sanitaria in corso, l'ultimo dei quali il 26 aprile scorso.

Veementi le proteste di coloro che sono stati multati: non solo titolari di locali, ma anche dipendenti che avevano risposto alla "chiamata" dei loro datori di lavoro ed erano scesi in piazza per protestare. "Hanno multato dei dipendenti, persone che hanno ricevuto 551,40 euro a fronte di una busta paga di 1.400 – spiega una delle ristoratrici presenti -. Oggi sono venuti a manifestare, hanno dato i loro documenti prima e adesso si sono beccati una sanzione". "Abbiamo visto da subito che la Costituzione non serve più a niente", ha urlato un altro dei multati in favore di telecamera. "Eravamo tutti tranquilli, distanziati e con mascherina. E vengono a farci la multa: noi siamo solo dipendenti, non siamo manco i titolari", ha detto quasi in lacrime un'altra donna multata dalla Digos.  "Siamo trattati da delinquenti – hanno protestato due ristoratrici -. Siamo venuti a reclamare i nostri diritti perché non riusciamo più a pagare nulla e ci ritroviamo pure una multa del genere".

Le reazioni della politica, Salvini: Italiani chiedono supporto, non multe

Sconcerto per quanto accaduto è stato espresso anche da Myrta Merlino, la conduttrice de "L'aria che tira" che ha assistito in diretta all'intervento della polizia. "Sono testimone oculare che era tutto tranquillo prima delle multe, con l’arrivo della Digos sono partiti gli assembramenti – ha detto la conduttrice -. Occorre buon senso e regole uniformi. Ieri al Testaccio, a Roma, non hanno agito così". L'episodio ha provocato anche moltissime reazioni a livello politico: "Vergogna – ha scritto il consigliere regionale leghista, Gianmarco Senna, a sua volta ristoratore, intervenuto sul posto -. Manifestazione pacifica dei ristoratori milanesi all’arco della Pace, multati da un governo di incapaci che al posto di supportare bastona chi lavora. Probabilmente se avessero cantato ‘Bella Ciao' non gli avrebbero fatto nulla". Il leader del suo partito, Matteo Salvini, ha rincarato la dose: "Non ho parole!!! Imprenditori e commercianti in piazza a Milano, con mascherine, distanza ed educazione. Risposta dello Stato? 400 euro di multa…… Gli italiani chiedono aiuti e supporto, non multe e burocrazia".

Salvini intervenendo su un'emittente tv locale ha anche tirato in ballo il Comune di Milano, come ha fatto anche il consigliere regionale (e comunale) di Forza Italia, Gianluca Comazzi: "Spiccare sanzioni da 400 euro a testa ai ristoratori e commercianti che oggi hanno protestato per la crisi economica che li sta mettendo in ginocchio è un atto ingiusto, che segna una pagina triste nella storia della città. Mi auguro che il Comune si attivi per annullare le multe date oggi. Diversamente – ha affermato il capogruppo azzurro in una nota – organizzeremo una colletta, per raccogliere la somma necessaria a pagare l’importo totale. Costringere a pagare 400 euro persone che rischiano di dover abbassare per sempre la saracinesca è inaccettabile. Anziché fare cassa sulla loro pelle, il Comune si attivi per togliere loro il maggior numero di tasse, per agevolarne la riapertura".

Sala: Il Comune non c'entra nulla, chiesto un incontro con i commercianti

Anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala è intervenuto sulla vicenda, precisando che il Comune e la polizia locale non c'entrano nulla con quanto accaduto. "Matteo Salvini, campione delle fake news in campagna elettorale permanente, accusa il Comune di Milano di aver multato i ristoratori che stavano protestando in piazza – ha scritto Sala su Facebook -. Salvini mente sapendo di mentire. Il Comune e la Polizia Locale non c’entrano nulla. Al netto di questi strumentalizzazioni, che danno la misura di come la Lega intenda la politica, io sono ben conscio del problema di questi commercianti e senza slogan o proclami ho chiamato il Prefetto e chiesto di ricevere il prima possibile una loro delegazione".

I chiarimenti della questura

Dalla questura di Milano, contattata da Fanpage.it, hanno precisato quanto accaduto. "I commercianti avevano contattato già ieri via Fatebenefratelli per avvisare della manifestazione in programma questa mattina, ed erano stati informati che, stante le norme in vigore, non avrebbero potuto farla – spiegano dalla questura -. L'hanno organizzata lo stesso, e non si è trattato come dicono loro di un flash mob: dalle 7.30 di questa mattina erano in 4-5, ma poi sono diventati una quindicina circa e la manifestazione è andata avanti per circa 5 ore". L'intervento della Digos è stato motivato dal fatto che si è trattato appunto di una manifestazione, e dunque di un evento attinente l'ordine pubblico. Le sanzioni, infine, sono state elevate per violazione del divieto di assembramento, "che è un'altra cosa rispetto al distanziamento di almeno un metro, che è una misura sanitaria". Da via Fatebenefratelli trapela un certo dispiacere per quanto accaduto, anche se si sottolinea che l'intervento di questa mattina è stato in qualche modo inevitabile, nonché in linea con quanto avvenuto anche in altre circostanze, ad esempio con la "passeggiata partigiana" dello scorso 25 aprile organizzata da alcuni "antagonisti", anche loro identificati e multati.