Roberto Formigoni, prima passeggiata dopo la scarcerazione (LaPresse)
in foto: Roberto Formigoni, prima passeggiata dopo la scarcerazione (LaPresse)

Prima passeggiata per Roberto Formigoni dopo la scarcerazione. L'ex governatore della Lombardia, condannato in via definitiva a cinque anni e dieci mesi di reclusione per corruzione per la vicenda Maugeri-San Raffaele, due giorni fa ha ottenuto la detenzione ai domiciliari: finirà di scontare la sua pena in casa di un professore universitario suo amico, col quale già conviveva prima di finire in carcere a Bollate. L'ex Celeste, con un lungo trascorso nella politica sia regionale sia nazionale, è potuto tornare a passeggiare per le strade del suo quartiere, in zona piazza Firenze a Milano. Non può rilasciare interviste, ma sul "Corriere della sera" sono apparsi stralci di sue dichiarazioni riferite proprio dal professore universitario con cui divide l'appartamento: "L’errore che ho commesso? – ha detto l'ex governatore – Non dovevo fare quelle vacanze. È stata un’imprudenza, un’inopportunità". Il riferimento è alle ormai famose vacanze con lo yacht che sono considerate parte integranti delle "utilità", da oltre 6 milioni di euro che Formigoni ha ottenuto da alcuni suoi amici in cambio di delibere favorevoli alla Clinica Maugeri e all'ospedale San Raffaele, che hanno così potuto beneficiare di rimborsi "gonfiati" da parte della Regione Lombardia.

Formigoni: Ho accettato la sentenza, ma non sono d'accordo

La vicenda processuale di Formigoni si è conclusa: e il suo cambio di linea, col riconoscimento del "disvalore" dei suoi comportamenti che di fatto gli ha aperto la strada della detenzione domiciliare, fa sì che di tutta la vicenda Maugeri-San Raffaele si possa adesso parlare senza usare condizionali. Anche se aspetti di quel Formigoni di un tempo, che continuava a professare la sua innocenza e, al limite dell'arroganza, sfidava i giudici, emergono tuttora: "Ho accettato la sentenza e l’ho rispettata – avrebbe detto Formigoni all'amico, sempre secondo quanto riportato dal Corsera – questo, però, non vuol dire essere d’accordo con essa". L'unico errore che Formigoni si imputa è quello di non aver smesso di frequentare i suoi vecchi amici (Pierangelo Daccò e Antonio Simone, poi coinvolti nella vicenda), quando hanno iniziato ad occuparsi di aspetti, come la sanità, di competenza regionale.

Cosa può e non può fare Formigoni ai domiciliari

In ogni caso, adesso, la vicenda processuale di Formigoni (solo una delle tante, l'ex governatore è infatti imputato in un altro processo a Cremona) sembra davvero essere alle spalle. Lo aspetta un periodo pieno di prescrizioni, come ogni altro detenuto ai domiciliari: può uscire di casa solo per due ore al giorno, per fare la spesa o altre necessità stringenti, non può lasciare Milano né rilasciare interviste, non deve frequentare pregiudicati o tossicodipendenti. La condanna termina nel 2023: tra circa un anno potrà chiedere l'affidamento in prova ai servizi sociali e tornare a fare attività di volontariato, forse con alcune suore straniere del Piccolo Cottolengo don Orione che già frequentava prima di varcare la soglia del carcere di Bollate, dove è rimasto per cinque mesi.