La palazzina esplosa in via Brioschi a Milano
in foto: La palazzina esplosa in via Brioschi a Milano

È stato condannato in via definitiva a 30 anni di carcere Giuseppe Pellicanò, l'uomo accusato di strage e devastazione per aver fatto saltare in aria il suo appartamento di via Brioschi a Milano nel giugno del 2016. La prima sezione penale della Cassazione ha rigettato i ricorsi presentati contro la sentenza con cui la Corte d'assise d'appello di Milano aveva inflitto all'imputato 30 anni di reclusione, rivedendo così la condanna all'ergastolo disposta nel processo di primo grado. Nell'esplosione, avvenuta il 12 giugno 2016, morirono la moglie Micaela Masella e i due giovani 28enni Chiara Magnamassa e Riccardo Maglianesi, vicini di casa della famiglia, e rimasero gravemente ferite anche le due figlie piccole dell'uomo.

Nel processo dall'appello il sostituto procuratore generale Daniela Meliota aveva richiesto la conferma all'ergastolo, che era stato inflitto con rito abbreviato, sottolineando come l'uomo non avesse alcuna sindrome "depressiva" e non soffrisse di semi-infermità mentale, come aveva più volte sostenuto la difesa. Pellicanò qualche giorno prima della sentenza d'appello aveva tentato il suicidio in carcere"Noi siamo già stati condannati all'ergastolo da Pellicanò, all'ergastolo del dolore – il commento della mamma di Riccardo Maglianesi, una delle vittime, in seguito allo sconto di pena per il pubblicitario condannato in appello a 30 anni, dopo la condanna all'ergastolo disposta nel processo di primo grado.