in foto: Enrico Maccari e Carolina, la trans che forse era con lui al momento della sua morte (Foto da "Chi l'ha visto?")

I primi esiti dell'autopsia hanno confermato che Enrico Maccari, manager 55enne trovato morto a Milano, sarebbe deceduto per un malore, non si sa ancora se dovuto a qualche sostanza pericolosa da lui ingerita: per questo bisognerà attendere gli esami tossicologici. Nel frattempo, come era emerso anche in un primo momento sembra chiaro che non ci sia stata violenza. Esclusa anche la rapina, dal momento che tutti gli effetti personali dell'uomo, originario di Lecco e residente a Giubiasco, in Svizzera, erano all'interno dell'appartamento in via Fratelli Pozzi in cui, lo scorso martedì, è stato trovato il suo cadavere. L'abitazione, in ordine ma con le finestre sbarrate, era affittata a una transessuale colombiana che si fa chiamare Carolina e che risulta irreperibile ormai da giorni: l'ipotesi degli inquirenti è che la donna, che utilizzava il bilocale per incontri sessuali, si sia spaventata per l'accaduto e sia fuggita.

La trans rischia le accuse di omissione di soccorso e occultamento di cadavere.

In attesa delle analisi tossicologiche, che potrebbero mutare il quadro delle indagini, gli agenti della squadra mobile stanno cercando la trans, l'unica che potrebbe fornire elementi utili a chiudere il caso. La donna, se tutte le ipotesi in campo finora dovessero essere confermate, potrebbe essere accusata di omissione di soccorso oppure occultamento di cadavere. Ieri la trasmissione tv "Chi l'ha visto?" ha diffuso per la prima volta le immagini di Carolina, lanciandole un appello affinché si presenti davanti agli inquirenti. Non è ancora stato determinata con certezza il giorno del decesso di Enrico Maccari, che risultava scomparso dalla sera di Natale, dopo aver trascorso la vigilia in Svizzera con i suoi quattro figli. L'uomo, che era separato, aveva una nuova compagna e da poco aveva ripreso a lavorare come direttore di uno stabilimento chimico-farmaceutico. La sua auto aziendale era stata trovata parcheggiata proprio in via Pozzi, in zona Gorla, il 29 dicembre: all'interno c'erano computer e medicine. Una circostanza che fa pensare agli inquirenti che il manager avesse intenzione di trascorrere nel bilocale solo poche ore.