Il MoVimento 5 stelle Lombardia è di nuovo al centro di polemiche. Dopo le tante critiche seguite al messaggio con cui, dopo l'assegnazione delle Olimpiadi invernali 2026 a Milano Cortina, il M5s si era intestato la vittoria, a far discutere in queste ore è l'annunciata partecipazione dei Cinque stelle lombardi al Gay pride di Milano, che si svolgerà sabato 29 luglio. Il MoVimento sulla propria pagina aveva annunciato negli scorsi giorni che avrebbe partecipato alla manifestazione, la tradizionale parata che attraversa le vie del centro di Milano, con un proprio carro e un messaggio politico molto chiaro: "Nessun passo indietro". "Qualsiasi tentativo di arretramento sui diritti civili – aveva poi spiegato il M5s Lombardia – troverà nel M5S il suo più grande nemico, come successo col Congresso di Verona. Nel 50esimo anniversario dei Moti di Stonewall saremo più che onorati di sfilare per ribadire che l’amore è amore in tutte le sue forme".

Le critiche dei Sentinelli di Milano

L'annuncio della partecipazione al Pride e soprattutto lo slogan scelto, "Nessun passo indietro", hanno però suscitato diverse critiche. Come in occasione delle Olimpiadi molti hanno colto più di una contraddizione tra ciò che il M5s professa a livello nazionale, nel suo governo assieme alla Lega ma anche in passato, e le posizioni a quanto pare differenti della costola lombarda del MoVimento. A rendere esplicite queste contraddizioni sono stati "I sentinelli di Milano", associazione che si batte per i diritti e contro le discriminazioni: "Chi ci segue conosce benissimo cosa ispira il nostro agire – hanno scritto i Sentinelli in una nota apparsa su Facebook – Non esistono classifiche sui diritti. Non ci si può far belli e aperti su quelli civili (anche se nei fatti in Parlamento non diedero una mano a votare per le stepchild adoption) e fregarsene bellamente di quelli umani. Peggio. Essere azzerbinati a Matteo Salvini". Il riferimento è a quanto sta avvenendo al largo di Lampedusa con la nave Sea Watch 3, attualmente bloccata con 42 migranti a bordo per la dottrina dei "porti chiusi" del ministro dell'Interno. "Il Pride è una festa – proseguono i Sentinelli – ma anche un momento di rivendicazione del diritto di tutti a poter vivere liberi e in pace, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale ma pure dal colore della propria pelle. Anche se quella pelle scappa dalla fame, dalla sete, dalla miseria e dalle guerre. Come fate a venire al Pride sapendo che chi vi rappresenta tutti i giorni in Parlamento, nega quotidianamente questa possibilità?".

I messaggi su Facebook: Siete ridicoli, dovreste vergognarvi

Al messaggio dei Sentinelli – che chiudono con l'affermazione "o siete bipolari o voi dello spirito del Pride non avete capito nulla" – hanno fatto eco quelli di altri utenti dei social network che, sulla pagina dell'evento Facebook del carro del M5s al Pride hanno lasciato commenti tutt'altro che benevoli sull'iniziativa dei Cinque stelle lombardi: "Vergogna" è la parola più ricorrente. "Siete ridicoli, dovreste vergognarvi – ha scritto una utente – Pretendete di partecipare al Pride quando siete al governo con la destra più retriva, quella che impedisce ai poveri cristi di essere salvati in mare, che sostiene un disegno di legge che priva dei diritti le donne, che esprime ministri contrari all'Ivg (interruzione volontaria di gravidanza, ndr) e al divorzio, che depriverebbe ben volentieri le persone omosessuali e transessuali (o genericamente queer) di ogni diritto. Ve lo consiglio di cuore statevene a casa per non perdere la faccia del tutto".

La replica del M5s: Aberrante la polemica sulla nostra presenza al Pride

A differenza di quanto avvenuto per le Olimpiadi, dove dopo le polemiche i Cinque stelle lombardi avevano rimosso il post incriminato, in questa circostanza il M5s Lombardia ha risposto compatto alle critiche ribadendo la propria presenza: "Saremo al Milano Pride: chi fomenta odio sui social infanga lo spirito della manifestazione", hanno scritto su Facebook i pentastellati lombardi. "Spiace che alcuni gruppi che dichiarano di riconoscersi nei valori della Democrazia e della libertà utilizzino i canali social per fomentare odio nei confronti del M5s – ha scritto la consigliera regionale Monica Forte, presidente della Commissione antimafia – Da anni partecipiamo e condividiamo i valori del Pride che è inclusione, orgoglio, accoglienza e uguaglianza. M5S non è mai stata contro i diritti civili e in Lombardia siamo sempre stati a fianco della comunità Lgbtq. Ogni forma di discriminazione e esclusione è da condannare. Per questo riteniamo aberrante la polemica sulla nostra presenza alla manifestazione". Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere comunale milanese Simone Sollazzo, capogruppo del M5s a Palazzo Marino: "Dopo l’annuncio della nostra partecipazione al Milano Pride, sui social è partita la macchina dell’odio. Tanti commenti di persone che ci insultano e che vorrebbero precluderti di partecipare al Pride. Noi invece crediamo che il Pride sia e debba essere una manifestazione inclusiva e democratica in cui si professi solo l’unità di tante persone diverse nella difesa dei diritti civili. Per questo – ha scritto Sollazzo in una nota – ribadiamo che saremo presenti in maniera pacifica, senza polemiche, per far sentire la nostra concreta vicinanza alle istanze della comunità LGBTQ+. Perché tutt* hanno il diritto di mettere al primo posto l’amore, vero valore del Pride".