Nel "punto zero", quello in cui lo scorso 25 gennaio un treno regionale lombardo deragliò vicino a Pioltello, a poca distanza da Milano, c'era un buco di circa due centimetri tra i binari. Lo hanno rivelato gli accertamenti irripetibili eseguiti dalla procura di Milano, che indaga sul disastro ferroviario costato la vita a tre donne e il ferimento di una cinquantina di passeggeri. Secondo quanto riporta il quotidiano "la Repubblica", nel cosiddetto punto zero in cui, al momento del deragliamento, si staccò un pezzo di binario lungo oltre 20 centimetri, le rotaie erano in pessime condizioni. Tra le due parti del binario, unite da un giunto in cattivo stato, c'era un buco di due centimetri. E anche la zeppa di legno inserita come sostegno proprio per sopperire alle cattive condizioni del giunto non era stata posizionata correttamente: dagli accertamenti sarebbe emerso che non aderiva perfettamente al binario e ne avrebbe quindi favorito la rottura. Gli inquirenti puntano adesso a capire chi ha costruito il giunto danneggiato: dopo averlo ripulito è diventato possibile difatti leggerne il numero di serie.

Per il deragliamento del treno regionale 10452, partito da Cremona e che sarebbe dovuto arrivare a Milano Garibaldi, sono indagati con l'accusa di disastro ferroviario colposo i vertici delle società Rete ferroviaria italiana e Trenord, oltre alle stesse aziende. I resti del binario sul quale si verificò l'incidente sono custoditi da mesi in un deposito di Rfi in via Breda, finito al centro delle polemiche perché non garantirebbe la giusta conservazione del materiale: ad aprile era stata trovata della ruggine sulle rotaie. Nel giro di pochi mesi gli accertamenti irripetibili disposti dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, a cui fanno capo le indagini, termineranno: gli ultimi due sono previsti il 23 luglio e il 19 settembre.